Corsa in chiesa per la Madonna che scappa

14 Aprile 2020

Il rito, fortemente voluto dai lauretani, si è tenuto alla presenza del vescovo Fusco e del sindaco Casini

SULMONA. Erano ormai tutti rassegnati al fatto che domenica mattina la corsa in piazza non si sarebbe ripetuta e la Madonna lauretana sarebbe rimasta nella cappella dove viene custodita tutto l’anno. Troppe le restrizioni imposte dal decreto del governo a causa del coronavirus. Alla fine, però ha vinto la tradizione e la voglia di riproporre un rito secolare e unico nel suo genere. Il rito della “Madonna che scappa”, si è rinnovato a mezzogiorno in punto, all’interno della chiesa di Santa Maria della Tomba. In un silenzio surreale, senza botti di mortaretti e con le campane distese a festa che hanno subito annunciato alla città che la corsa della Madonna si era ripetuta senza intoppi e senza tentennamenti. Si tratta in verità di un ritorno alle origini: un documento datato 1861, custodito negli archivi, attesta che un tempo le corse della Madonna venivano effettuate all’interno della chiesa e non nella centralissima e suggestiva piazza Garibaldi. La riproposizione dell’antico rito ha esposto i lauretani a molti rischi ma tutto, alla fine, è filato liscio. Al termine della messa pasquale celebrata dal parroco don Ramon Peralta alla presenza del sindaco Annamaria Casini e del direttivo del sodalizio lauretano, è stato riproposto il rituale davanti al vescovo monsignor Michele Fusco. La Madonna vestita con i panni del lutto è stata portata in spalla in fondo alla chiesa da quattro lauretani esperti e da un quinto uomo. Muniti rigorosamente di mascherine i lauretani hanno percorso un breve tratto della navata centrale fino all’appello e ai comandi impartiti dal capo corsa Luigi Rapone, factotum della confraternita. “Al pronti a puz via”, è caduto il manto nero per il verde della speranza con la Madonna che ha iniziato la corsa verso il Cristo Risorto durata una manciata di secondi per una quindicina di metri. Le lacrime hanno sostituito gli abbracci fino a quando la Madonna è stata esposta alla piazza per un breve momento di preghiera segnato dalla benedizione del vescovo e dal lancio in cielo di due colombe. Un momento unico nel suo genere da consegnare agli annali che la confraternita lauretana e il sindaco hanno voluto far immortalare solo dalle telecamere della Rai. Un fatto che ha suscitato molte proteste da parte degli altri operatori dell’informazione, tenuti tutti fuori. (c.l.)
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