Corsie per le biciclette: è la mobilità d’emergenza

26 Novembre 2020

Venti chilometri di corridoio temporaneo da Collemaggio a Coppito e Colle Sapone Non è una pista ciclabile vera e propria, ma sarà finanziata con 246mila euro

L’AQUILA. Venti chilometri di corsie ciclabili per adeguarsi alla situazione di emergenza legata al Covid e incentivare i cittadini all’uso delle due ruote in alternativa all’auto.
Sono gli obiettivi con cui nasce la “Rete mobilità di emergenza”, presentata ieri in una conferenza stampa svoltasi in videoconferenza dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dall’assessore comunale alla Mobilità Carla Mannetti e dall’ingegnere Eleonora Laurini, ideatrice del progetto.
Di che si tratta? Non di una pista ciclabile a tutti gli effetti – quella sorgerà con il Biciplan, il Piano urbano della mobilità ciclistica, che è a sua volta una costola del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, a cui la giunta comunale sta ancora lavorando – ma, come ha spiegato l’ingegner Laurini, di un «corridoio per la mobilità alternativa temporaneo, redatto a partire da un documento di Bikenomist (azienda milanese di consulenza, formazione e comunicazione che si occupa di mobilità ciclistica, ndc)».
In pratica, lungo l’asse che va dal terminal di Collemaggio fino al polo universitario e all’ospedale di Coppito – passando per via XX Settembre, stazione ferroviaria, via Pile, via dei Medici e via Ficara – verranno tracciate sull’asfalto, con delle linee gialle, corsie ciclabili della larghezza di 1 metro e 50, una per ciascun senso di marcia (tranne che nel tratto di via Ficara, dove ne sarà realizzata una sola a doppio senso, larga 2 metri e 50).
Su questo corridoio si innesterà, poi, un percorso secondario che connetterà il centro storico alla zona di Colle Sapone. Le corsie non saranno a uso esclusivo delle bici. In altri termini, le linee gialle non ridurranno le dimensioni della carreggiata – le auto potranno continuare a circolare come fanno oggi – ma serviranno a segnalare agli automobilisti la possibile presenza di ciclisti.
L’opera sarà finanziata grazie alle risorse (246mila euro) assegnate al Comune dal cosiddetto “decreto ciclovie”, un provvedimento approvato un mese fa su iniziativa del ministero dei Trasporti con cui il governo ha stanziato 137 milioni di euro per gli enti locali per la progettazione e realizzazione di ciclovie urbane.
I lavori, meteo permettendo, dovrebbero concludersi in primavera. Nei propositi dell’amministrazione comunale, una volta conclusa l’emergenza sanitaria, la rete sarà smantellata per far posto alle piste ciclabili definitive previste dal Biciplan.
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