Corso stretto, c’è la prima pietra «I lavori finiranno in anticipo»

La conclusione della ripavimentazione è fissata al 13 agosto e la ditta sta bruciando le tappe Biondi: «Ci sono difficoltà per residenti e commercianti, ma adesso arrivano aiuti concreti»
L’AQUILA. È il cantiere delle polemiche, ma ora il Comune dell’Aquila promette la fine dei lavori di riqualificazione del tratto “stretto” di corso Vittorio Emanuele in anticipo rispetto ai tempi previsti. Cioè prima della data annunciata del 13 agosto. «L’impegno c’è, speriamo di non incontrare ostacoli», ha detto il vicesindaco Raffaele Daniele ieri mattina. Mentre arriva l’aiuto fiscale – cioè la riduzione della Tari – per i negozianti penalizzati dal cantiere del corso e da quelli di piazza Duomo e degli altri angoli interessati dalla mega opera di riqualificazione del centro storico.
LA PRIMA PIETRA BIANCA
L’occasione della promessa di Daniele era la posa della prima pietra bianca. È intervenuto anche il sindaco Pierluigi Biondi: «A meno di un mese dall’avvio dei lavori di rimozione e predisposizione del fondo stradale, sul secondo tratto di corso Vittorio Emanuele II è iniziata la posa in opera della pavimentazione. In meno di un mese sono successe anche tante altre cose: difficoltà per cittadini, residenti e commercianti, operai che lavoravano tra ringraziamenti e proteste, aiuti concreti per sostenere chi per questi disagi soffre di più. Ma la cosa che più mi ha colpito è stato essere fermato o fermare, ascoltare sofferenza e richiesta di aiuto, e lasciarsi sempre con il sorriso. Il sorriso di chi ha fiducia». Ha aggiunto Daniele: «La fase fase di pavimentazione del “corso stretto” è iniziata in anticipo rispetto al cronoprogramma. Stiamo concentrando tutte le forze per minimizzare i disagi e chiudere questo cantiere il prima possibile. Grazie all’impresa per la disponibilità dimostrata».
I LAVORI E I TEMPI
I lavori di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele – con la posa in opera di pietra bianca, appunto, e nuova illuminazione – sono ripartiti dal tratto “stretto” esattamente un mese fa, dopo la conclusione della prima porzione di corso dai Quattro cantoni a piazza Duomo. Anche qui al lavoro c’è la ditta aquilana Rosa edilizia che ha vinto l’appalto. In totale, l’opera di riqualificazione del corso costerà circa quattro milioni di euro. Per coprire i circa 340 metri del tratto “stretto”, Comune e ditta hanno optato per lavori in tre step: il primo è quello già avviato e con fine prevista entro l’inizio di maggio da quasi 150 metri, poi altri due tra i 90 e i 100 metri di lunghezza ognuno, fino alla Fontana luminosa. I pedoni nel frattempo sono costretti a camminare su strette passere ai lati del cantiere. Ogni step prevede che, conclusa la parte centrale, gli operai lavorino anche di notte per sistemare i lati, cioè davanti alle vetrine.
I DISAGI E LE POLEMICHE
È stata proprio la dimensione del primo cantiere a far scoppiare feroci polemiche. I commercianti dell’area si aspettavano infatti un avanzamento progressivo con chiusure di poche decine di metri di corso. La chiusura di 150 metri, invece, ha provocato notevoli disagi ai pedoni e mancati incassi per i negozi, in molti casi divenuti quasi inaccessibili. I commercianti – anche attraverso le associazioni di categoria – hanno chiesto uno stop ai lavori per l’estate e rimborsi. Lo ha fatto anche l’opposizione consiliare, con il Partito democratico che ha addirittura avviato una raccolta firme.
GLI AIUTI PER I COMMERCIANTI
L’accordo politico è stato trovato durante la fase di approvazione del bilancio comunale di previsione. Nella seduta del consiglio comunale di mercoledì, infatti, un emendamento a firma del sindaco ha introdotto lo sconto del 50% della tariffa sui rifiuti Tari per i commercianti penalizzati dai cantieri. L’emendamento ammette che «le modalità di esecuzione dei lavori potranno comportare ripercussioni sulla regolare attività delle utenze non domestiche aventi accesso sulle aree di cantiere, limitando le ordinarie modalità di svolgimento delle attività economiche».
Lo sconto sulla tariffa Tari del 2023 è destinato alle utenze non domestiche condizionate dai lavori della riqualificazione per almeno 30 giorni. Per richiederlo, bisognerà «formulare apposita istanza al servizio Tributi», come si legge nello stesso emendamento. Sarà proprio l’ufficio preposto del Comune a verificare «la regolarità tributaria ed extratributaria dell’utenza». Mentre sarà il dirigente titolare dei lavori a dover attestare «l’ubicazione dell’utenza nelle aree interessate dai lavori di riqualificazione, la limitazione degli spazi necessari e la durata degli stessi». È anche con questo che il Comune cerca ora di spegnere le polemiche sul caos cantieri in centro storico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

