Corso, è polemica: «Negozi inaccessibili per chi ha disabilità»

L’attivista e dirigente Prosperococco sulla ripavimentazione «Un vero disastro, le barriere architettoniche sono rimaste»
L’AQUILA. «La nuova pavimentazione del centro storico dell’Aquila è un disastro da qualsiasi angolo venga analizzata o guardata». A parlare è Massimo Prosperococco, coordinatore dell’Associazione disabili e disability manager dell’Università aquilana. Analizzando l’opera, realizzata dal Comune e inaugurata da qualche settimana, Prosperococco sottolinea, tra le diverse criticità, anche il fatto che «sia stata scelta una pezzatura della pietra che non ha permesso di modulare la pendenza ai fini di eliminare le barriere architettoniche». Chi è in carrozzina, di conseguenza, non avrebbe l’accessibilità nella maggior parte dei negozi e dei palazzi che si affacciano sul corso principale, dalla Fontana Luminosa verso piazza Duomo.
Per questo, Prosperococco chiede più attenzione per le altre piazze e strade che ancora devono essere pavimentate. «Sul lato estetico e storico», scrive, «la nuova pavimentazione stride violentemente con gli edifici e con la città. Bastava farsi un giro in qualsiasi città o borgo tra l’Umbria, le Marche e la Toscana per capire come doveva essere una pavimentazione di un centro storico con origini medievali, anche utilizzando materiali innovativi, oppure con pose particolari e identitarie». Ma ci sono altre considerazioni di forte criticità riguardo alla funzione della pavimentazione: «Purtroppo», aggiunge, «è stata scelta una pezzatura della pietra che non ha permesso di modulare la pendenza ai fini di eliminare le barriere architettoniche, cosa necessaria almeno nei marciapiedi e nella maggior parte degli ingressi nei negozi e nei palazzi. È stata una gravissima occasione persa per rendere la città accessibile a tutti, nonostante gli allarmi che da anni avevamo lanciato». Secondo Prosperococco, «la scelta di quelle lastre bianche di grande pezzatura e di elevato spessore, per di più rettificato, ha obbligato la posa del lastrico a rispettare esclusivamente le due pendenze del corso verso il centro per lo scolo delle acque. Questo ha comportato che le barriere architettoniche non sono state eliminate, anzi in alcuni casi sono state accentuate e in altri ne sono state create di nuove. Inoltre, aver posizionato i loges agli incroci per le persone non vedenti, seppur lodevole e importante, non garantisce l’accessibilità di tutti. Il risultato è che chi è in carrozzina non potrà entrare nella quasi totalità dei negozi».
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