Corte dei conti, pratiche sisma ai raggi X

Trenta progetti estratti a campione e sottoposti a verifica con il supporto della Guardia di Finanza. Imprese sotto esame
L’AQUILA. Sulla regolarità del rilascio dei contributi per la ricostruzione privata in questi anni ha svolto, e svolge, un ruolo importante (anche se poco conosciuto) la Corte dei Conti. Finora sono state una trentina le pratiche controllate a campione grazie al supporto della Guardia di finanza. Sembrano poche, ma bisogna tenere conto del fatto che si tratta di verifiche molto approfondite che riguardano praticamente ogni passaggio burocratico con particolare attenzione, chiaramente, al momento in cui le imprese vengono pagate.
I CONTROLLI. L’ultimo aggregato sottoposto a controllo è nel centro storico dell’Aquila finanziato con circa due milioni e mezzo. La relazione (tecnicamente su tratta di una deliberazione) è stata pubblicata qualche settimana fa e non sono stati fatti rilievi. Ma non è stato sempre così. Infatti sia nel 2018 che lo scorso anno sono venute fuori delle criticità. In un caso la Corte dei Conti ha rilevato “irregolarità amministrativo- contabile con riferimento all’assenza nel fascicolo costituito nell’ufficio ricostruzione del Comune delle dichiarazioni sostitutive di certificazione antimafia di due professionisti e dell’indicazione del fatturato dell’ultimo quinquennio di un professionista”.
CARENZE DOCUMENTALI. Per un’altra pratica che origina nel 2017 la Corte scrive: “L’esame delle procedure di liquidazione ha registrato una serie di carenze documentali solo in parte integrate nel prosieguo del procedimento. In particolare, si è osservata l'assenza sia del contratto stipulato con l’impresa per l’esecuzione dei lavori sia di quello con il professionista per la progettazione. L’assenza sia del contratto relativo all’affidamento per l’esecuzione dei lavori sia di quello con il professionista per la progettazione costituisce grave irregolarità amministrativa e contabile, lesiva di tutte le prescrizioni normative. Va rilevato che il Comune, nonostante l’assenza del contratto, ha proceduto ugualmente ai pagamenti relativi agli stati di avanzamento dei lavori (Sal)”.
ANTIMAFIA. “I controlli della Guardia di finanza”, sottolinea la Corte dei Conti, “sono stati indirizzati alla verifica dell’osservanza antimafia, della corretta contabilizzazione, dei pagamenti effettuati e della relativa documentazione di supporto; particolare attenzione è stata riservata all’esame dei dati contabili, partendo dai saldi finanziari fino al riscontro dell’inerenza della spesa rispetto alle finalità vincolate dei fondi”. Le verifiche della Corte (di cui in questi anni si è parlato pochissimo) iniziano nel 2016 in base a una norma del giugno 2015 con la quale il legislatore, sottolineano i giudici contabili, “ha introdotto elementi normativi di chiarezza, di garanzia e di responsabilizzazione degli operatori e, inoltre, ha delineato una nuova tipologia di controlli. Viene stabilito che al fine di garantire la massima trasparenza e l'efficacia dei controlli antimafia è prevista la tracciabilità dei flussi finanziari relativi alle erogazioni dei contributi a favore di soggetti privati per l'esecuzione di tutti gli interventi di ricostruzione e ripristino degli immobili danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009”.
LEGALITÀ E TRASPARENZA. La Corte dei Conti è chiamata a “effettuare verifiche a campione, anche tramite la Finanza, sulla regolarità amministrativa e contabile dei pagamenti effettuati e sulla tracciabilità dei flussi finanziari ad essi collegati. Nell'ambito dei controlli eseguiti dagli Uffici speciali i titolari degli stessi informano la Guardia di finanza e la Corte dei Conti circa le irregolarità riscontrate”. Il tutto con l’obiettivo di “introdurre misure volte a conseguire i seguenti obiettivi: legalità, trasparenza ed accelerazione dei processi di ricostruzione privata”. Il primo campionamento (cioè la prima scelta delle pratiche da verificare) risale al 28 aprile 2016 e furono estratte 25 pratiche. Le relazioni della Corte dei Conti nel marasma normativo – che spesso portano a confusioni e accavallamenti – sono un utile strumento per chi cerca un minimo di chiarezza. Infatti in ogni provvedimento si rifà la storia “legislativa” della ricostruzione post sisma sin dalla prima ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri del 6 aprile 2009, numero 3753. Resta poi fondamentale un documento, del 2014, nel quale i giudici fanno la “storia” dei primi 5 anni post-sisma. Si tratta della deliberazione 366 del 30 luglio 2014 della Sezione di controllo per l’Abruzzo relativa alla “Indagine sulla gestione delle risorse finanziarie erogate per gli interventi di ricostruzione a seguito dell’evento sismico del 6 aprile 2009 all’Aquila e nelle rimanenti aree colpite”. Quel documento resta ancora insuperato per chi vuole capire come sono stati gestiti l’emergenza e l’avvio della ricostruzione.
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