Così aggiravano le leggi dello Stato una vera concorrenza ai Monopoli

18 Giugno 2021

AVEZZANO. «Il Baldini è il referente dei capi per il sodalizio di Avezzano, nonché responsabile della fabbrica clandestina». Queste le accuse mosse dal gip che ritiene che l’uomo abbia «un’alta...

AVEZZANO. «Il Baldini è il referente dei capi per il sodalizio di Avezzano, nonché responsabile della fabbrica clandestina». Queste le accuse mosse dal gip che ritiene che l’uomo abbia «un’alta capacità a delinquere». Emidio Baldini fu fermato anche il 24 agosto 2019 dai carabinieri di Collarmele: in auto aveva 93 chili di tabacco di contrabbando, sottratto alle accise dello Stato. Altro particolare che emerge dall’inchiesta.
Le indagini si sono avvalse di numerose intercettazioni telefoniche. In particolare, è stata ascoltata dai carabinieri una telefonata di Baldini che si presenta come «l’amico di Antonello di Perugia». Il riferimento è, secondo l’accusa, ad Antonello Celestini, cognome nel corso dell’intercettazione che viene fatto esplicitamente. Baldini infatti prende contatti con un dipendente di un’azienda milanese che deve ricevere l’ingente carico di glicerina da spedire nella Marsica necessaria per la produzione della melassa di tabacco. La merce, circa 4,5 tonnellate, doveva essere spedita a Baldini ma non poteva essere fatturata per ragioni di prudenza in quanto lui non aveva partita Iva e l’operazione avrebbe destato sospetti. Tutto ciò emerge dalla telefonata tra Baldini e il milanese, un tale Francesco.
Francesco: «Pronto?».
Baldini: «Francesco?».
Francesco: «Sì».
Baldini: «Salve, sono l'amico.... di Perugia».
Francesco: «Non ho capito, mi scusi».
Baldini: «Sono l’amico di Antonello, di Perugia».
Secondo gli investigatori l’associazione faceva di tutto per aggirare le normative dello Stato in materia di commercio di tabacco. Una vera e propria concorrenza sleale ai Monopoli.
Sempre secondo le accuse, ogni componente del sodalizio aveva ruoli ben precisi, anche nella commercializzazione dei prodotti.
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