Così il futuro consiglio comunale con Di Pangrazio o Genovesi

24 Settembre 2020

Ma sull’esito finale del voto si aspettano i conteggi dell’ultima sezione mancante, forse oggi il verdetto Con l’ex sindaco anche il carabiniere-eroe. Lega e Fratelli d’Italia pronti a fare man bassa

AVEZZANO. Spazio al metodo D’Hondt, inventato dallo studioso belga Victor nel lontano 1878, per l’attribuzione dei seggi col sistema proporzionale. In attesa del responso finale della commissione elettorale – in particolare sulle sezioni che non hanno ultimato i conteggi nella giornata di martedì – vediamo quale potrebbe essere la composizione del futuro consiglio comunale in caso di vittoria di Gianni Di Pangrazio o di Tiziano Genovesi. Al momento sono 47 le sezioni ufficialmente scrutinate sulle 48 totali, con i due sfidanti chiamati al prossimo turno, quello che decreterà il sindaco di Avezzano, domenica 4 dalle 7 alle 23 e lunedì 5 ottobre dalle 7 alle 15.
Se al ballottaggio vincesse Di Pangrazio, il candidato a sindaco alla guida di otto liste civiche con i simboli della città e della Marsica, sugli scranni della maggioranza a Palazzo di città dovrebbero sedere tre consiglieri della lista “Avezzano al centro”: Domenico Di Berardino (ex presidente del consiglio), Ignazio Iucci, Cristian Carpineta (avvocato ed ex consiglieri); Fabrizio Ridolfi (avvocato e già assessore), Maria Antonietta Dominici (ex consigliere), Carmine Silvagni (commercialista presidente dei Runners Avezzano) (foto a destra) di “Azione civica per Avezzano”; Roberto Verdecchia (avvocato, ex assessore all’Ambiente), Lucio Mercogliano (commercialista) dei “Riformisti per Avezzano”.
Nella squadra capitanata dal sindaco Di Pangrazio entrerebbero pure l’ex assessore Alessandra Cerone e l’ex brigadiere capo Maurizio Seritti, decorato con medaglia d’oro al valor civile dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per l’intervento di soccorso, nel 2014, nell’esplosione della fabbrica di fuochi artificiali a San Donato di Tagliacozzo. Seritti e Cerone sono nella lista “Io sto con Avezzano”. Nelle fila di “Avezzano città territorio”, invece, siederebbero in consiglio il giovane Nello Simonelli, figlio dell’ex sindaco Eleuterio, insieme all’ex consigliere del Pdl, Alfredo Chiantini. Con questo schema si rivedrebbe sugli scranni l’ex consigliere ed ex componente del consiglio di amministrazione di Aciam, Ernesto Fracassi, sotto le insegne del “Patto per la Marsica”, così come il presidente del consiglio di sorveglianza del Cam, Alessandro Pierleoni “Uniti per Avezzano”. Per il presidente della Camera penale, Gianluca Presutti, invece, sarebbe il debutto con la casacca di “Avezzano libera”.
Sul versante delle minoranze invece andrebbero a sedere Genovesi, il sindacalista Alfredo Mascigrande (Lega), il più votato di Avezzano, l’ex presidente del consiglio Iride Cosimati (Fratelli d’Italia), il candidato a sindaco giunto terzo Mario Babbo, il giovane Stefano Lanciotti di “Avezzano in prima linea”, l’ex presidente Aciam, Lorenza Panei (Pd), la candidata a sindaco, Anna Maria Taccone, l’ex assessore, Filomeno Babbo “Io ci sono per Avezzano”, l’altro candidato sindaco Antonio Del Boccio “Io per Avezzano”. Se il risultato sarà a parti invertite, allora sarà il Carroccio a farla da padrona schierando al fianco di Genovesi e Mascigrande pure la commerciante Giuliana Di Pasquale, gli ex consiglieri Giovanni Luccitti e Giancarlo Cipollone, la responsabile giovani della Lega, Pamela Di Iorio, il dipendente regionale, Giuseppe Stati, figlio di Ezio, decano della politica avezzanese, l’infermiera Loredana Lancia, l’ex assessore, Angela Salvatore, il medico Valeria Rondelli (foto sopra), moglie del consigliere regionale Simone Angelosante; mentre con FdI, oltre a Cosimati, entrerebbero gli ex consiglieri Maurizio Gentile, Massimo Verrecchia, capo della segreteria del presidente regionale Marco Marsilio, e il medico Alessandra Sucapane. Con questo scenario si potrebbero riaprire le porte di Palazzo di città anche per l’ex vice sindaco Lino Cipolloni (Cambiamo) e il segretario dei giovani dell’Udc, Riccardo Silvagni. In questo caso della pattuglia dipangraziana si salverebbero Di Berardino; Ridolfi, Verdecchia e Simonelli. Completerebbero il puzzle del consiglio comunale Babbo, Lanciotti, Taccone (che all’atto dell’elezione dovrebbe optare per mantenere la presidenza di Aciam o il seggio in Comune) e l’altro Babbo, Filomeno. Il quadro, naturalmente, è potenziale, poiché tutto si gioca ancora su una base non definitiva: all’appello mancano le ultime due sezioni con oltre un migliaio di schede.