Cosimati: la Lega fa accordi col Pd

Nomina in commissione vigilanza, la prescelta striglia Genovesi. E cinque consiglieri la difendono
AVEZZANO. Asse Lega-Pd nel mirino di Fratelli d’Italia: Iride Cosimati, la neo-presidente della commissione di vigilanza e capogruppo di Fdi, accusata di tradimento dalla minoranza, per l’elezione a danno di Mario Babbo (col sostegno della maggioranza), contrattacca a mette sul banco degli accusati l’ex candidato a sindaco leghista. «Qui se c’è qualcuno che dovrebbe spiegare qualcosa è il capogruppo della Lega, Tiziano Genovesi», attacca Cosimati, «che voleva concedere la presidenza della commissione a un uomo del Pd invece che al centrodestra». L’esponente di Fdi fa chiarezza anche rispetto alle accuse di aver scelto la poltrona comoda. «Questa storia è inverosimile, non hanno argomenti», sostiene, «il presidente della vigilanza non ha l’indennità, ma il gettone di presenza come qualsiasi altro membro. Qui, però, il punto vero è solo uno: questi signori, ormai ex candidati a sindaco, non capiscono che siamo tutti sullo stesso piano, quindi, quando si vuole fare un accordo lo si condivide, privilegiando, per quanto mi riguarda, l’appartenenza politica». Fdi e Lega, quindi, sono ai ferri corti, mentre cinque consiglieri di maggioranza, Nello Simonelli, Alfredo Chiantini, Antonio Del Boccio, Gianluca Presutti e Carmine Silvagni, spezzano una lancia in favore della Cosimati e respingono l’accusa di aver violato la democrazia nel voto in commissione. «L’articolo 48 dello Statuto», sottolineano i cinque, «afferma che la commissione di vigilanza spetta a un consigliere dell’opposizione, il quale propone la sua candidatura e deve essere votato pure dalla maggioranza: i 12 voti di Cosimati sommati ai 7 di Babbo e ai 2 ottenuti da Cacchione e Mascigrande, evidenziano una reale democrazia interna al consiglio comunale, in cui vige libertà e pienezza di voto. Il voto mostra il fianco dell’accordo Lega-Pd ormai forte in città, rappresentando un unicum in Italia: non si spiegherebbe infatti come il consigliere Babbo (Pd) sia stato votato dalla Lega, che avrebbe ripudiato la naturale alleanza con Fratelli d’Italia. Sarebbe il caso che Matteo Salvini chieda spiegazioni sul perché il suo partito, ad Avezzano, stringa accordi col Pd, mentre ci risulta che pure il coordinatore marsicano della Lega provenga dalla stessa scuola, a danno degli alleati di Fratelli d’Italia». (m.s.)

