Costruttori, una poltrona per due Laurini e Cicchetti per la presidenza

6 Giugno 2018

L’AQUILA. Per il momento la corsa è a due. Il consiglio direttivo dell’Ance ha ratificato la data delle prossime elezioni per il rinnovo della presidenza, dopo l’uscita di scena di Ettore Barattelli,...

L’AQUILA. Per il momento la corsa è a due. Il consiglio direttivo dell’Ance ha ratificato la data delle prossime elezioni per il rinnovo della presidenza, dopo l’uscita di scena di Ettore Barattelli, che ha rassegnato le dimissioni: si voterà il 30 giugno.
Due le candidature espresse al momento, che andranno ratificate entro il 16 giugno: Adolfo Cicchetti, figlio dell’ex presidente dell’Ance, Filiberto, e attuale presidente di Edilconfidi Ance, e Francesco Laurini, ex vicepresidente dell’associazione costruttori prima del sisma del 2009.
Ma non sono esclusi colpi di scena, come la candidatura di Stefano Cipriani, sorpassato di misura da Barattelli alle scorse elezioni.
Nella rosa dei papabili erano stati inseriti anche il vicepresidente di Ance L’Aquila, Mauro Irti, e Francesco Gravina, figlio del noto imprenditore di Castel di Sangro, Gabriele. Sembra ormai scontata una presidenza aquilana, considerando anche i numeri degli iscritti all’associazione, che fanno pendere l’ago della bilancia a favore del capoluogo di regione.
La proposta di convocare l’assemblea provinciale per il 30 giugno è già stata ratificata dalla giunta, guidata da Genesio Tullio, vicepresidente vicario, che sta traghettando l’Ance in questa fase di transizione. L’obiettivo dei costruttori è arrivare in tempi strettissimi alla nomina del nuovo presidente, in considerazione anche del ruolo che riveste l’associazione nell’ambito della ricostruzione post-sisma.
Se dovesse passare la linea che vuole alla guida dell’Ance Adolfo Cicchetti, si realizzerebbe un cambio generazionale auspicato da una larga fetta degli associati.
Anche Laurini vanta una larga esperienza nel settore e potrebbe raccogliere consensi in seno al consiglio direttivo e all’assemblea provinciale. La necessità di stringere i tempi nasce anche dalla volontà di mantenere all’Aquila la delega nazionale alla ricostruzione, affidata in via fiduciaria a Barattelli e che potrebbe passare nelle mani del nuovo presidente.(m.p.)
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