Così i 6 candidati a sindaco vedono la città del futuro

22 Agosto 2020

Tre domande sulle destinazioni del nuovo municipio e delle scuole Corradini-Fermi E che cosa c’è da eliminare? Dal T-red ai treni in via Roma, ecco tutte le risposte

AVEZZANO. Il futuro del nuovo municipio, l’incompiuta del quartiere Pulcina costata milioni di fondi pubblici . E quello delle scuole Corradini-Fermi, struttura in centro destinata a cambiare mission. Sono due questioni chiave che i nuovi inquilini del Comune, che usciranno vincitori dalla affollata competizione elettorale (20 e 21 settembre), si troveranno di fronte: per offrire un’anteprima sulle importanti decisioni, con l’aggiunta di che cosa vorrebbero eliminare dalla città, il Centro ha rivolto tre domande ai sei candidati a sindaco, Mario Babbo, Antonio Del Boccio, Gianni Di Pangrazio, Tiziano Genovesi, Nicola Stornelli e Anna Maria Taccone.

MARIO BABBO
1) La pianificazione cittadina dev’essere il risultato di una presa di coscienza collettiva che sfocia nell’atto pianificatorio per eccellenza: il Prg. L’incompiuta della sede unica comunale è altro discorso e deve essere risolta dopo aver constatato lo stato dei luoghi con gli uffici tecnici. Se poi il Comune abiterà l’area lo decideranno i cittadini attraverso l’istituto della partecipazione e della rappresentanza in consiglio. Una cosa è certa: sindaco, giunta, ufficio cultura, turismo e commercio devono restare in centro, mentre i servizi comunali a elevato afflusso di pubblico potranno essere spostati nella nuova sede con parcheggi.
2) Il riuso delle Corradini-Fermi può passare attraverso lo sviluppo del rapporto associativo locale, la spina dorsale delle relazioni: qui faremo vivere la casa dell’associazionismo, offrendo spazi anche alla Pinacoteca e alle botteghe artigianali, nuova linfa per la ripresa del centro.
3) Sono uno dei pochi che ha combattuto da sempre il T-red: va tolto; credo che il rifacimento di tutte le vie cittadine e l’eliminazione del dissesto stradale, però, siano parimenti d’obbligo per far muovere i cittadini sicuri e nel rispetto delle regole.

ANTONIO DEL BOCCIO
1) Il nuovo municipio, al di là di ogni più opportuna valutazione sul lodo arbitrale, va completato per dare ai cittadini un unico polo con una pluralità di uffici e servizi usando i proventi della vendita della farmacia comunale (1.214.000 euro accantonate nel bilancio) con l’aggiunta di altre risorse che potrebbero essere reperite con la messa a reddito o la cessione delle strutture che si libereranno con l’accorpamento. In aggiunta, vista la volumetria, la struttura si potrebbe destinare in parte all’affitto o alla vendita ad altre istituzioni.
2) Fatte salve le verifiche tecniche di fattibilità, non mi dispiacerebbe pensare al complesso scolastico delle Corradini-Fermi come a una grande galleria culturale e commerciale per creare un polo attrattivo in grado di stimolare l’interesse di cittadini e turisti.
3) Va eliminata la dispersione idrica e l’inquinamento acustico ed atmosferico, mentre le aree inutilizzate vanno riconvertite a parcheggi, uno dei problemi più impellenti.

GIANNI DI PANGRAZIO
1) Dopo la lunghissima controversia legale che lo ha visto protagonista, per il nuovo municipio è arrivata l’ora delle decisioni. Va assolutamente completato e, per farlo, credo siano necessari circa 6 milioni. Le risorse necessarie potremmo reperirle con la vendita degli immobili di via Vezzia, via America, via Garibaldi e via Napoli, attingendo a fondi nazionali e un leasing. Col nuovo municipio avremo l’accentramento degli uffici con notevoli risparmi e maggiore efficienza per l’Ente dando slancio alla valorizzazione del quartiere.
2) Il futuro delle Corradini Fermi passa attraverso la riqualificazione del centro cittadino e un nuovo piano commercio. L’immobile verrà destinato ad attività culturali, ricreative e commerciali, con spazi per i giovani, una biblioteca e attività produttive.
3) Eliminare è un verbo che non mi appartiene. Vorrei migliorare la pista ciclabile e prolungarla verso le frazioni, nonché le zone verdi, come pineta e Salviano. Sposterei il T-red dall’ingresso della città per destinarlo, come strumento salvavita e non salvadanaio, in zone più pericolose.

TIZIANO GENOVESI
1) La destinazione futura della struttura, dove da anni doveva insediarsi il Comune, per ora abbandonata e nel degrado, è confermata: ci sarà, nel giro di due anni, il nuovo municipio. Ma nell’ottica della riqualificazione della zona, una volta a Palazzo di città, destineremo gli spazi eccedenti alla creazione di un polo della sicurezza con una nuova sede della polizia locale, che oggi non ha una sistemazione adeguata, e spazi per le altre forze dell’ordine: stiamo lavorando a un’istanza per il rafforzamento degli organici da presentare al prefetto. In merito ai 4 milioni per l’attivazione, non escludiamo il ricorso al project-financing, naturalmente con controlli ferrei.
2) È riduttivo parlare esclusivamente della destinazione della singola struttura: il futuro delle scuole Corradini-Fermi va inserito nell’ambito del piano di ripensamento a 360° del centro cittadino. Faremo un programma di riqualificazione incentrato sull’integrazione di cultura, benessere e sicurezza e poi lo vareremo.
3) La percezione di insicurezza sociale che, spesso, si conferma nella realtà con atti delinquenziali.
NICOLA STORNELLI
1) Al fine di destinare risorse alla realizzazione, o al completamento, di questa o quell’opera pubblica, occorrerebbe avere un quadro chiaro sul bilancio del Comune. Sarebbe poco serio, oltreché irriguardoso, nei confronti degli avezzanesi, avventurarsi in stime di spesa senza essere a conoscenza delle capacità economico-finanziarie. Sarebbe, altresì, opportuno, da parte di coloro che, a vario titolo, hanno amministrato la città dal 2004, anno di inizio dei lavori del nuovo municipio, a oggi, dare risposte alla collettività sulle ragioni che hanno portato all’uso di ingenti risorse con risultati quanto meno discutibili ai fini della fruizione dei servizi.
2) Per le scuole Corradini-Fermi sarebbe auspicabile un futuro da polo universitario multidisciplinare.
3) Dalla città sarebbe auspicabile eliminare il tratto della ferrovia in via Roma, spesso luogo di ingorgo per il traffico automobilistico, con la conseguente realizzazione di una strada sopraelevata.

ANNA MARIA TACCONE
1) Le opere incompiute rappresentano un intollerabile sperpero di denaro pubblico e non va perso altro tempo. Vanno riparati i danni fatti per mancato utilizzo e realizzati gli impianti per la messa in funzione. Parliamo di una spesa che potrebbe superare 3 milioni, oltre alle somme dovute per l’arbitrato (la proposta transattiva avrebbe consentito di risparmiare 700mila euro). Poiché l’edificio è sovradimensionato rispetto all’esigenza di trasferire tutti gli uffici comunali, si può completare e mettere in uso anche gradualmente spalmando le risorse necessarie su tempi più lunghi.
2) Credo sia da favorire un intervento dei privati su una parte e utilizzare il resto a vantaggio della comunità per fini sociali e culturali. In città manca inoltre un tourist-information, il primo punto per la valorizzazione del turismo: lì, in pieno centro, sarebbe il posto perfetto.
3) Di getto mi verrebbe da rispondere: la povertà e le ingiustizie, ma credo che la domanda sia riferita agli aspetti urbanistici. Eliminare non è una parola che amo, preferisco migliorare.