«Così mi sono opposto ai banditi»

3 Marzo 2016

Il racconto di Vallonio: loro puntavano all’incasso, io ho agito d’istinto reagendo e ho preso un colpo al braccio

L’AQUILA. Una frazione di secondo. Non di più. È quanto hai a disposizione se ti si presenta davanti al bancone un uomo con un fucile spianato e devi decidere se alzare le mani e far tutto quello che ti dice oppure reagire. Eliseo Vallonio, titolare dell’agenzia di viaggi che ha subìto una tentata rapina non ha avuto dubbi: rischiare grosso per difendere la sua attività, davanti alla madre terrorizzata. Ma andiamo per ordine.

È lunedì sera e l’agenzia Valtri Viaggi, sulla Statale 80, sta per chiudere. Oltre all’incasso della giornata – poco significativo in quanto bancomat, assegni e carte vanno per la maggiore – in cassaforte c’è il denaro del “Money transfer”, quel servizio di trasferimento contante usato per lo più da vari stranieri che lavorano in città e mettono da parte del denaro da inviare diligentemente alle famiglie di origine. Forse i banditi che entrano mirano proprio a questi soldi in contanti. Sono in tre. Uno si infila sul lato sinistro del bancone, l’altro si tiene sull’esterno, a ridosso della porta a vetro. L’ultimo si piazza in direzione centrale, agita il fucile e ripete più volte: «Dammi i soldi o ti sparo», solo questo.

«A quel punto», spiega Vallonio all’indomani della tentata rapina, «mi sono fatto coraggio. Ho prima cercato di impedire che quello più vicino al bancone scavalcasse. Poi, mi sono lanciato contro quello che aveva il fucile. Non so se fosse scarico, come dicono che è stato trovato, ma di fatto mi sono trovato faccia a faccia con quel bandito. Avrà avuto 25-30 anni, non di più. Credo fosse italiano, non parlava con un accento particolare».

«In tanti nel mostrarmi solidarietà anche sui social network», riprende Vallonio, «hanno rimarcato il fatto che ho corso un rischio. Mi hanno detto che avrei fatto meglio a pensare ai miei due figli e obbedire ai malviventi. Eppure, mi sembrava giusto proteggere il mio lavoro». L’istinto ha fatto il resto. Intimoriti da quella reazione, i tre si sono dati alla fuga.

«Quello che aveva il fucile», sottolinea, «ha prima però girato il fucile cercando di colpirmi in fronte con il calcio. Per fortuna sono riuscito a parare il colpo con un braccio». Appassionato di calcio, Vallonio ha un bel pallone da rugby sull’armadietto dell’ufficio che fa compagnia a un galeone e a un mappamondo. «Quell’ovale è il ricordo di amicizie di lungo corso con dei rugbisti in città». Chissà se è stato l’ispirazione a non mollare. I tre malviventi sono a piede libero. Le indagini sono svolte da Squadra mobile e scientifica della polizia. Ritrovato, non lontano dall’hotel Amiternum, il fucile e alcuni indumenti. Si tratta di maglie e giubbotti utilizzati per coprirsi il volto.

Fabio Iuliano

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