«Così tuteliamo l’arte in Abruzzo»

6 Settembre 2023

Parla il capitano Curreri, comandante del Nucleo tutela patrimonio dei carabinieri

L’AQUILA. «I terremoti hanno inciso nella dispersione di beni culturali di pregio. Ma in Abruzzo siamo costantemente impegnati nella tutela e salvaguardia del patrimonio artistico». A parlare è il capitano Manuel Curreri, comandante dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dell’Aquila, istituito due anni fa, che ha portato a termine l’operazione.
Capitano Curreri, quanto sono diffusi in Abruzzo i reati legati al furto delle opere d’arte o di opere pubbliche?
«Dallo scorso anno abbiamo riscontrato un incremento di furti nelle chiese di oggetti facilmente asportabili e di valore. L'aumento, probabilmente, è legato a una maggiore percezione del furto, e quindi della denuncia da parte di terzi, del bene culturale sottratto. Reato che nella nostra regione, fortunatamente, non è particolarmente sviluppato».
Ma quanto hanno influito i terremoti degli ultimi anni?
«I terremoti hanno sicuramente inciso nella dispersione di alcuni beni di pregio, in particolare di quelli presenti all’interno degli edifici religiosi poiché non censiti in forma fotografica. Questa assenza di immagini o foto ha determinato, negli anni, una maggiore possibilità di perdita poiché l’esistenza del bene, in questi casi, resta legata eslusivamente alla memoria di qualcuno, proprio come accaduto nel caso del furto del tabernacolo del monastero della Beata Antonia. Dopo il terremoto dell’Aquila, gran parte dei beni culturali presente all’interno dell’edificio religioso è stato messo in salvo e custodito nei depositi, ma in assenza di censimenti fotografici è difficile stabilire con esattezza che cosa sia andato distrutto nel sisma o, peggio, cosa sia stato trafugato. È nel corso di un sopralluogo che ci hanno segnalato la sparizione del tabernacolo, poi recuperato nella casa di un aquilano al termine di un’attività d’indagine. Ora, in attesa che i lavori al monastero saranno terminati, lo terremo in custodia noi».
Qual è il vostro impegno qui in Abruzzo?
«Da quando ci siamo costituiti, il nostro principale compito riguarda proprio il censimento fotografico di tutto quello che era presente negli edifici religiosi, per cercare di capire se qualche bene culturale, negli anni, è stato oggetto di reato. Dalla nascita nel Nucleo tutela patrimonio culturale, due anni fa, ma in particolare nel corso dell’ultimo anno, abbiamo notato un incremento delle denunce di furto che crediamo dettate da una maggiore sensibilità e percezione dei cittadini alla sottrazione illecita del bene culturale. Percezione e sensibilità che in passato erano sicuramente meno spiccate». (f.d.m.)
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