Cotugno, 7 milioni per sistemare la scuola

5 Agosto 2017

L’annuncio è del presidente della Regione, ma è scontro sull’ipotesi delle 3 sedi dove dislocare le classi

L’AQUILA. Quasi sette milioni di euro sono in arrivo per nuovi lavori sul liceo Cotugno. Ad annunciarlo il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ieri, in una nota. Sono in corso di finanziamento dal Miur, infatti, gli interventi per l’adeguamento e il miglioramento sismico degli immobili scolastici che ospitano gli istituti secondari. I fondi fanno riferimento al quadriennio 2017-2020.
«Siamo molto soddisfatti e riconoscenti nei confronti del governo e della Conferenza dei presidenti di Regione», ha detto D’Alfonso. «Naturalmente, il lavoro di ricerca delle risorse economiche non si esaurisce qui, continueremo su questa strada al fine di mettere in sicurezza il nostro patrimonio scolastico. Con questi interventi abbiamo potuto corrispondere alle richieste di attenzione ricevute dal neo presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, e dalla senatrice Stefania Pezzopane per il Cotugno». I fondi dovrebbero essere dirottati sulla sede di Pettino, che fino allo scorso anno ha ospitato la scuola e che tuttavia non potrebbe essere utilizzata a settembre secondo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di genitori contro la decisione della Provincia di tenerla aperta in parte. Intanto, il Comitato scuole sicure si scaglia contro la possibilità, paventata dal presidente della Provincia, di sistemare gli studenti su tre sedi come accaduto alla fine dello scorso anno scolastico (Pettino e due scuole di Collesapone). «Non può considerarsi una reale soluzione» spiegano in una nota. «Gli indici di vulnerabilità degli edifici attualmente ospitanti le scuole superiori del polo di Collesapone, dove dovrebbe finire anche parte del Cotugno, sono oggettivamente lontani da quelli di effettiva sicurezza. I valori medi di resistenza a compressione del cemento risultano in molti casi al di sotto dei parametri dati dalle vigenti normative e la concentrazione di popolazione studentesca nel polo, già a prescindere dall’eventuale incremento di studenti, necessita dell’organizzazione di una logistica di emergenza. Tutti gli eventi sismici significativi che si sono finora verificati hanno trovato fortunosamente le scuole chiuse. E non sappiamo cosa potrebbe accadere nel caso di una scossa in orario scolastico».
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