Cotugno, si riaccende lo scontro Il comitato bacchetta la Provincia

12 Dicembre 2021

Prosperococco: «In città situazione devastante. Sono 43 i milioni per l’edilizia scolastica non spesi» E sull’inaugurazione della sede storica incalza: dopo ben 5 anni di attesa, utilizzabili solo 16 classi

L’AQUILA. «Mentre la Provincia inaugura la sede storica, ancora incompleta, dal Cotugno stanno per uscire i primi diplomati che non sono mai stati in una vera scuola». All’indomani della cerimonia per l’agibilità dello stabile di Pettino, destinato a ospitare nei prossimi mesi i corsi dell’istituto, il comitato “Scuole sicure”, costituito subito dopo il terremoto, torna ad alzare la voce.
UN LAVORO DI POCHI MESI
«È importante ripercorrere le tappe che hanno portato all’inaugurazione dei giorni scorsi», dice Massimo Prosperococco, rappresentante del comitato. «I lavori sono iniziati nell’estate del 2017 e dovevano finire a Natale del 2018, siamo arrivati praticamente al 2022 e ancora non sono stati terminati. È stata fatta un’inaugurazione, importante, ma di fatto gli studenti sono ancora nei Musp. Si parla di un possibile rientro a gennaio, ma non possiamo esserne certi: di mezzo ci sono delle elezioni che potrebbero ritardare ulteriormente l’ingresso nella scuola», continua. «L’errore grave è ingannare i ragazzi dicendo che la scuola è pronta quando non lo è». Proprio gli studenti, infatti, nel giorno della riconsegna della scuola hanno manifestato il loro dissenso, parlando di inaugurazione «fake, architettata in vista delle elezioni provinciali previste per il 18 del corrente mese».
Sedici CLASSI DISPONIBILI
Dopo 5 anni dall’inizio dei lavori, in realtà, solo il piano più alto è utilizzabile: 16 classi, senza palestra, né aula magna, né possibilità di far tornare presidenza e segreterie. «Riteniamo che sia passato troppo tempo, tante parole sono state spese, anche ingannevoli», continua Prosperococco. «Ci auguriamo che i lavori vadano avanti e che terminino realmente nei prossimi mesi, in modo che possano rientrare tutti gli indirizzi della scuola, oggi sparsi nei vari Musp». Ad attendere la nuova scuola, infatti sono 1.200 alunni: quelli del Classico, che oggi fanno lezione in via Madonna di Pettino, vicino ai compagni di Scienze Umane, quelli del Linguistico (oggi in via Ficara) e quelli del Musicale, nel Musp di Collesapone.
I FONDI SPESI
L’importo complessivo dell’intervento è stato di circa 5 milioni di euro, di cui 2,8 per il miglioramento sismico delle strutture, 1,7 milioni per nuovi impianti e l’adeguamento antincendio, infine uno stanziamento di 500 mila euro per le opere di finitura, gli infissi, i nuovi bagni e l’installazione di un ascensore. Manca l’arredo.
I SOLDI FERMI
«Per costruire una nuova sede a uso del Cotugno sono stati assegnati dal Miur 13 milioni, con delibera Cipe, nel 2013», tuona Prosperococco. «Ma ancora non ci si mette d’accordo sul dove realizzarla. Si è scelto, invece, di sistemare la vecchia sede coi soldi della Provincia, ma a 5 anni dall’inizio dei lavori neanche quest’ultima può ancora ospitare gli studenti».
NESSUNA PROGETTUALITÀ
Il problema del Cotugno non è molto diverso da quello di altre scuole, secondo il Comitato. «I soldi ci sono per tutte le scuole che sono nei Musp», spiega Prosperococco. «Nel complesso il Cipe nel 2013 stanziò 43 milioni, ancora non spesi. Ma la cosa più grave è che non esiste neanche un progetto di massima. Non è prevista una scuola in centro storico, seppure quest’ultimo si stia ripopolando a vista d’occhio. Agli abitanti del centro non si garantisce una scuola di prossimità, né elementare, né media. Se ponte Belvedere potrà essere ricostruito in un anno, c’è da chiedersi perché le scuole non hanno avuto questa via prioritaria, tanto più che i Musp avrebbero dovuto avere una vita media di 5 anni». (m.c.)
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