Covid Hotel per arginare i contagi I medici: difendiamo le famiglie

18 Novembre 2020

Unità di crisi e professionisti cercano strutture: rafforzare l’assistenza ed evitare il diffondersi di focolai Flessione dei casi dopo giorni: 37 nelle ultime ore. L’ultima vittima è a San Vincenzo Valle Roveto

AVEZZANO. La lotta contro il coronavirus non si vince solo negli ospedali, che sono l’ultimo paracadute dei pazienti, ma sul territorio, grazie alla medicina domiciliare. Nel giorno in cui nella Marsica si registra un lieve calo dei nuovi casi (+37), i medici di famiglia ribadiscono l’importanza della medicina territoriale. Da un lato c’è la medicina di base, dall’altro ci sono gli Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) che, pur svolgendo un lavoro prezioso in tutta la Marsica, si trovano dopo 9 mesi di emergenza sanitaria ancora sprovvisti di ecografo portatile, fondamentale per le visite domiciliari. Intanto, per fermare i contagi sono in arrivo ad Avezzano anche i Covid Hotel.
NUOVI CASI. Sono 37 i contagi registrati nel corso delle ultime ore. Il totale da inizio pandemia sale a 2.361. Il Comune di Avezzano continua a essere il più colpita del territorio. Ieri i nuovi positivi in città secondo i dati della regione sono stati 20, oltre ai 17 in altri comuni. Il totale dei casi registrati in tutto il territorio marsicano negli ultimi due giorni è di 140 contagiati. Ad Avezzano il totale dei positivi da inizio emergenza pandemica sale a 882, con 794 contagiati attualmente positivi, mentre le persone in quarantena, secondo i dati Asl forniti al Comune di Avezzano, sono oltre 800. Nuovi casi sono stati comunicati a Luco (+11), Sante Marie (+2) e a Ortucchio (+4). Nella giornata di ieri si registra un decesso: Maria Iolanda Basciani, 85 anni, di San Vincenzo Valle Roveto, morta all’ospedale di Avezzano.
MEDICINA TERRITORIALE. «Gli Usca ci sono e svolgono un lavoro ottimale». È quanto afferma Domenico Barbati, vicesegretario provinciale della Federazione italiana medici di Medicina generale (Fimmg) e medico di base. Ieri all’unità di crisi del Comune di Avezzano si è parlato anche della situazione Usca. Sono professionisti incaricati di recarsi al domicilio dei pazienti che hanno contratto il Covid19. Le unità sono state pensate per fare da filtro ai troppi ricoveri e alleggerire la pressione sugli ospedali e sui medici di base. «Non si sono registrate carenze se non in casi eccezionali e in giornate particolari», sottolinea Barbati, «il rapporto tra Usca e popolazione è di una unità (quattro sanitari, ndc) ogni 50mila abitanti. Da noi è una unità ogni 40mila». Il problema però è la dotazione. Non hanno l'ecografo polmonare, se non una dottoressa che lo ha acquistato privatamente. «È una carenza che più volte abbiamo segnalato», afferma Barbati.
COVID HOTEL. Ora la priorità è isolare i pazienti con pochi sintomi. Quando non hanno la possibilità di un luogo separato dal resto della familiari negativi, entrano in gioco i Covid hotel o Covid residence. Queste strutture ospitano pazienti senza più sintomi (o con sintomi lievi) ma ancora non negativizzati, che potrebbero però contagiare i componenti della propria famiglia. «Con l’Unità di crisi e il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio», spiega invece Barbati, «stiamo cercando, oltre ai Covid hotel, anche strutture idonee in città per ospitare i pazienti che non necessitano di terapia intensiva ma che hanno comunque bisogno di cure e ossigeno. Si sta valutando l’utilizzo di strutture preesistenti e ci sono già delle opzioni. Bisogna però spingere per reperire in tempi rapidissimi il personale sanitario», sottolinea Barbati, «ma a questo deve pensarci la politica. Ci sono dei fondi Covid proprio per tali finalità. Se non si fanno assunzioni subito, qualcuno se ne assumerà le responsabilità. I tempi si sono allungati troppo».
VACCINI CARENTI. C’era da aspettarselo. Con l’emergenza Covid le persone che avrebbero voluto sottoporsi al vaccino contro l’influenza sarebbero aumentate. E così è stato: la richiesta quest’anno in Abruzzo è elevata. «Abbiamo avuto fino a ora solo una piccola parte dei vaccini necessari», aggiunge Barbati, «se analizziamo la casistica nazionale, ci accorgiamo come la regione che ha più vaccini arriva a soddisfare il 70% del fabbisogno. La Regione Abruzzo arriva al 48%. Questo è accaduto perché i vaccini devono essere ordinati con largo anticipo. Lo scorso anno sono avanzati. Quest’anno invece tutti vogliono farlo. Ma questo lo sapevamo e come medici di base, rapportandoci con il Distretto, avevamo chiesto più vaccini. Ora non sappiamo quando e se arriveranno».
SCUOLE CHIUSE. A Tagliacozzo tutte le scuole saranno chiuse fino a venerdì, così come per la scuola primaria De Amicis di Luco dei Marsi. A San Benedetto dei Marsi la scuola per l’infanzia sarà chiusa fino a sabato.
ESPOSTO IN PROCURA. È stato presentato dal presidente del Comitato piccoli ospedali, Rita Tabacco. «L’ospedale di Tagliacozzo attualmente ospita malati Covid», afferma, «ma non risulta ci sia il rispetto della normativa. In ospedale manca un medico rianimatore h24 necessario per intervenire in caso di complicanze respiratorie».
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