Cratere 2016, l’allarme dei tecnici sui ritardi
Secondo alcuni professionisti l’ordinanza per snellire le procedure non basta: «Gli intoppi restano»
MONTEREALE. «La ricostruzione così non accelererà mai». A lanciare l’allarme sono alcuni tecnici impegnati negli interventi di ripristino di abitazioni lesionate dalle scosse sismiche a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017. L’ordinanza 100, secondo loro, al di là delle intenzioni finalizzate a snellire le procedure, rischia di complicare le cose. Il nodo è nel passaggio che attribuisce ai professionisti il compito di certificare la regolarità urbanistica dell’immobile oggetto dei lavori pagati dallo Stato. Questa disposizione è stata concepita, nell’ambito del pacchetto di norme introdotte dall’ordinanza, proprio allo scopo di accelerare le pratiche di ricostruzione privata, consentendo così ai proprietari di rientrare nelle abitazioni in tempi più brevi. «Il problema però è che non conosciamo la storia di tutti fabbricati», sottolineano i tecnici, «ed è difficilissimo risalire a tutti i passaggi successivi al rilascio del primo titolo urbanistico». La questione non riguarda solo Montereale, ma in questo Comune le difficoltà sarebbero accentuate da un sistema di archiviazione dei documenti per nome dei proprietari degli edifici da avvicendamenti di personale nell’ufficio designato che non avrebbe consentito neppure la conservazione di una “memoria storica” degli interventi. I tecnici, insomma, si trovano nell’impossibilità materiale di certificare senza alcun dubbio la regolarità urbanistica del fabbricato, a meno che non rischino di dichiarare il falso. «Basta anche una piccola modifica strutturale risalente ad anni fa e non dichiarata», affermano, «per configurare un abuso che in quanto tale farebbe decadere il diritto ai finanziamenti per la ristrutturazione». Sta di fatto, dunque, che le pratiche procedono a rilento o addirittura restano ferme. «Ci sono proprietari che potrebbero recuperare le loro abitazioni con interventi da poche migliaia di euro», fanno sapere i professionisti, «ma proprio a causa dei ritardi restano fuori e continuano a percepire i contributi di autonoma sistemazione che gravano sul bilancio dello Stato». Le responsabilità, secondo loro, non sarebbero del Comune e neppure del commissario, quanto del governo che richiede la regolarità urbanistica per gli immobili da recuperare. «Questa non era prevista per gli interventi del dopo-2009», ricordano i professionisti, «e in quel caso abbiamo potuto smaltire centinaia di pratiche in tempi rapidi».

