Crea il panico in strada e ferisce un carabiniere

MORINO. Paura in un quartiere di Morino per un residente che si è messo a gridare e a imprecare, richiamando l’attenzione di numerosi concittadini. Alla fine è stato richiesto l’intervento dei...
MORINO. Paura in un quartiere di Morino per un residente che si è messo a gridare e a imprecare, richiamando l’attenzione di numerosi concittadini.
Alla fine è stato richiesto l’intervento dei carabinieri e un militare che ha cercato di bloccare l’uomo è rimasto ferito. A finire di nuovo nei guai è G.D.A., 39enne di Morino, che poco più di dieci giorni fa, in preda a un raptus, aveva devastato il pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, l’uomo questa volta ha iniziato a gridare e a inveire contro i propri familiari, mentre si trovava in casa. I vicini, già più volte richiamati dai suoi attacchi di ira, hanno allertato le forze dell’ordine, chiedendo l’intervento di una pattuglia.
I carabinieri della stazione di Morino, che già conoscono il 39enne per altri episodi in cui ha creato disordini in paese, sono subito arrivati nella sua abitazione, richiedendo anche l’intervento dei sanitari del 118.
G.D.A. alla vista dei carabinieri si è alterato ancora di più e ha cominciato a inveire e colpire i militari. Un carabiniere è rimasto ferito lievemente e per il 39enne questa volta è scattata la denuncia per lesioni a pubblico ufficiale.
Sul posto sono arrivati diversi medici della Asl di Avezzano e per l’uomo è stato predisposto un trattamento sanitario obbligatorio. Per una settimana rimarrà ricoverato in un reparto specialistico dell’ospedale dell’Aquila. G.D.A., nella notte tra giovedì 13 e mercoledì 14 agosto, ha dato in escandescenza al pronto soccorso di Avezzano. Probabilmente sotto l'effetto di droga e alcol ha devastato i locali, dopo che una dottoressa lo aveva invitato ad aspettare la consulenza di un chirurgo che doveva arrivare dal reparto. L’uomo in quella occasione era stato accompagnato dal padre, perché si era ferito a un braccio, dopo aver colpito una vetrina nella sua abitazione. (m.t.)
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