Creditori del Cam, la Corte d’Appello boccia i due ricorsi
AVEZZANO. La Corte d’Appello dell’Aquila boccia alle opposizioni dell’Agenzia delle entrate e di Banca Sistema mirate a far saltare il concordato preventivo del Cam – ammesso dal tribunale – che ha...
AVEZZANO. La Corte d’Appello dell’Aquila boccia alle opposizioni dell’Agenzia delle entrate e di Banca Sistema mirate a far saltare il concordato preventivo del Cam – ammesso dal tribunale – che ha ridotto il credito milionario vantato nei confronti della società dell’acqua del 70%. I giudici hanno respinto il reclamo e condannato l’Ente e la banca al pagamento delle spese legali.
«Siamo soddisfatti», affermano all’unisono i vertici del Cam, Manuela Morgante e Loreto Ruscio (presidente e membro del consiglio di gestione), Alessandro Pierleoni, Felicia Mazzocchi e Tonino Mostacci (presidente e consiglieri della sorveglianza), «perché, ancora una volta, è stata riconosciuta la validità del concordato frutto di un lavoro mirato. Dopo tre anni di impegno costante stiamo iniziando a vedere i primi risultati e questo sta a significare che la strada intrapresa è sicuramente quella giusta e l’attuale governance ha il polso della situazione. Ora auspichiamo che ci si concentri di più sugli obiettivi futuri per i soci e gli utenti, piuttosto che sulle polemiche strumentali che sicuramente non contribuiscono a migliorare la salute di quest’importante realtà marsicana».
A distanza di 3 anni dall’avvio delle procedure, quindi, la strada del Cam è più sgombra e può cominciare a premere sull’acceleratore per portare avanti la procedura di risanamento in linea con le procedure indicate dal tribunale. Il lungo e tortuoso cammino della società che si occupa della gestione idrica dei comuni della Marsica per evitare il crac prese il via il 15 ottobre 2018, quando la governance capitanata da Morgante (gestione) e Pierleoni (sorveglianza) presentò il piano mirato a evitare il fallimento, a causa dei 120 milioni di debiti, al tribunale di Avezzano.
Il collegio della sezione fallimentare, dopo una lunga analisi, fece scattare il via libera approvato dalla maggioranza dei creditori, ma non da Banca Sistema e dall’Agenzia delle entrate: i due maxi creditori, oltre 10 milioni la banca, quasi 5 l’agenzia, hanno fatto ricorso alla giustizia per recuperare tutti i soldi dal Cam ma senza fortuna. La Corte d’Appello dell’Aquila, oltre a rigettare il reclamo, ha condannato i ricorrenti al pagamento di 20mila euro di spese legali. (m.s.)
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