«Criminalità, situazione fuori controllo»

Protesta un gruppo di cittadini che si appella a sindaco e prefetto per istituire le ronde. Ieri altro furto a Poggio Picenze
L’AQUILA. «Diciamoci le cose come stanno, la situazione sicurezza è fuori controllo!». Lo si legge in una lunga nota a firma di un gruppo di cittadini di cui l’avvocato Amedeo Ciuffetelli è portavoce. Il tutto a fronte di un ultimo furto di oro e altri oggetti di valore presi da un’abitazione di Poggio Picenze da dove, però, non sono state trafugate un paio di pistole che pure erano lì. Sul caso indaga la polizia.
«Che il problema della sicurezza in città sia diventata una vera e propria emergenza» scrive Ciuffetelli, «ebbi a denunciarlo mesi fa sulle pagine del Centro, così come ebbi a rilevare l’assoluta inadeguatezza degli scarsi presìdi adottati dalle autorità per contenere i fenomeni dilaganti, nuovi per il nostro territorio. Parlando di quello che è accaduto alla famiglia del geometra Carlo Cafaggi, molti mi hanno ricordato del mio precedente intervento, sollecitandomi a tornare, tutti insieme, sull’argomento, volendo sottoscrivere queste riflessioni. Ed è proprio partendo da quanto accaduto, episodio su cui non riteniamo di avanzare commento alcuno, se non per esprimere tutta vicinanza a quella famiglia di nostri concittadini, la cui serenità è stata devastata da quegli infiltrati, violenti e balordi pericolosi, che ormai da anni girano indisturbati in città e nelle periferie, che intendiamo manifestare le nostre preoccupazioni. Preoccupazioni per un’esistenza che viene quotidianamente compromessa da gentaglia che un fantomatico sistema di videosorveglianza, tra l’altro mai realizzato, avrebbe dovuto dissuadere e che invece un capillare e responsabile autocontrollo del territorio da parte dei cittadini (le cosiddette “ronde”), non avrebbe minimamente disturbato».
«E ora, come nella migliore tradizione, dopo il “fattaccio”», prosegue, «dopo che si è verificato quello che temevano, ovvero la vita di una famiglia segnata per sempre, si corre ai ripari. Come si suol dire, si corre a “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”! E così possiamo già prevedere lo scenario dei prossimi giorni. Qualche settimana di rinforzi con operatori da fuori sede, che però, a parte la buona volontà che da sempre riconosciamo a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, non possono certo avere un sufficiente grado di conoscenza del territorio. Allora oggi noi, che per quanto pochi siamo comunque una rappresentanza della città e interpreti di un sentimento e un’esigenza comune a molti, siamo a chiedere due cose prima ancora che la ricostruzione delle nostre case. Queste due cose sono sicurezza e prevenzione. Signor sindaco e signor prefetto, vi invitiamo a fare appello alla parte sana di questa città, a quella parte di cittadini che ha ancora voglia di sentirsi aquilana, di essere coinvolta, di far sentire la voce, di contribuire a proteggere con l’impegno personale i figli e i beni. Non serve chiamarle per forza ronde e dire, per partito preso e senza analisi, che sono un rimedio inutile. In realtà la vigilanza attenta sul territorio rappresenta un efficace segnale di presenza ed attenzione, con effetto deterrente per la microcriminalità. Oltretutto, secondo accreditati studi criminologici, le ronde sono un elemento di rassicurazione per la gente».
Gli altri firmatari: Luca Chiapparelli, Alcide Di Pietro, Tonino Scardone, Francesco Laurini, Marcella Luzi, Andrea Pellone, Marino De Matteis, Rita Castri, Domenico Silvestri, Gianluca Museo, Olivio Ciuffetelli, Paolo Vecchioli, Diego Biasini, Angela Marinangeli, Fiorella Garufo, Oscar Pastore, Alessandro Piccinini.
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