Crisi al Comune, i gruppi prendono tempo

21 Febbraio 2019

La convocazione del consiglio rinviata a fine mese, ma cresce il malcontento in seno alla maggioranza

SULMONA. Dopo aver chiesto un consiglio comunale straordinario per affrontare il nodo della crisi in cui è finito il Comune di Sulmona, ora tutti i gruppi – sia di maggioranza che d’opposizione – sembrano voler prendere tempo per scongiurare nuove e immediate elezioni. Nella seduta dell’ufficio di presidenza di ieri mattina è stato infatti deciso di rinviare la convocazione del consiglio comunale alla fine del mese per consentire di inserire all’ordine del giorno anche i debiti fuori bilancio contratti nei mesi scorsi. «Poiché ogni ulteriore ritardo nel pagamento di detti debiti comporta l’aggravio di interessi, spese e competenze legali, nell’interesse del Comune l’ufficio di presidenza ha stabilito di sospendere la seduta per consentire ad Andrea Ramunno di convocare la commissione Bilancio per l’approvazione delle proposte di delibera da portare in consiglio». Questo è quanto si legge in una nota firmata dalla presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio e dai consiglieri Ranalli e Bianchi. In realtà si tratterebbe di una mossa del sindaco Annamaria Casini per allungare i tempi del confronto sulla crisi in modo da presentarsi all’appuntamento in consiglio comunale con un accordo già in tasca con il Pd, l’unico partito che finora ha risposto positivamente al suo appello. Un sì a un governo di larghe intese condizionato, però, all’azzeramento dell’attuale esecutivo e alla nascita di una giunta tecnica a tempo che si occupi di alcuni punti urgenti e che traghetti il Comune alle prossime elezioni. Una decisione che ha provocato la reazione del movimento Sbic che si dice contrario all’ipotesi di accordo con il Pd. «La soluzione ipotizzata di una nuova maggioranza con il Pd, non è infatti un governo di salute pubblica», afferma Sbic, «ma un mascheramento dell’ennesimo accordo poco trasparente e molto trasversale siglato, tra l’altro, tra i grandi manovratori della politica cittadina».
Intanto il consigliere di maggioranza Roberta Salvati torna ad attaccare il sindaco: «Se fossero vere le voci, per cui la maggioranza al Comune di Sulmona verrebbe “salvata” da una fantomatica stampella da parte dei tre consiglieri Pd è doveroso che il sindaco getti giù la maschera e chiarisca alla città le sue intenzioni», afferma Salvati. «Se queste voci fossero vere, dico allora al sindaco che sarebbe lei ad avere tradito il patto stipulato con noi consiglieri e con la città». Parole chiare che sembrano essere il preludio all’uscita anche della Salvati dalla maggioranza. (c.l.)
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