Crisi e spopolamento Record a Sulmona: meno 500 residenti

Il sindaco Casini: bisogna lavorare tutti assieme come area Di Nino: «Tendenza preoccupante». Alto Sangro l’eccezione
SULMONA. La zona peligna è il territorio montano abruzzese che si spopola più degli altri. Tra il 2013 e il 2016 tutte e tre le valli che lo compongono hanno subìto importanti decrementi della popolazione. Guida la classifica la Valle Peligna, con meno 1.010, poi la Valle del Sagittario (-209) e infine la Valle Subequana (-161). Discorso a parte per l’Alto Sangro, con Castel di Sangro che cresce di 173 residenti, a fronte di una decrescita complessiva degli altri comuni di 195.
«Solo io ho quattro figli», ironizza il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso. «Al di là di tutto, nonostante il particolare momento, va tenuto presente che la vita di una famiglia è fatta di opportunità di lavoro e servizi. Capitoli su cui noi stiamo investendo molto, sono gli aiuti che danno una mano concreta alle famiglie. Noi abbiamo ampliato i servizi sociali, quelli sportivi e culturali, cercando di creare dei sostegni reali per i nuclei familiari. Anche la nostra particolare attenzione nei confronti dei settori turistici e sportivi, senza dimenticare quello delle opere pubbliche, stanno dando i loro frutti da un punto di vista occupazionale e, dunque, di permanenza della popolazione». Tra i comuni con più di 700 abitanti perdono tutti abitanti, tranne Pettorano che, invece, presenta un incremento di 3 abitanti. Pratola Peligna ne perde 199, Scanno 105, Castelvecchio 70, Raiano 68, Pacentro 61, Campo di Giove 44, Bugnara 41, Corfinio 33, Prezza 19, Vittorito 18 e Introdacqua 12. Da qui la riflessione del sindaco di Pratola Antonella Di Nino, che sollecita un approfondimento sul fenomeno dello spopolamento in Valle Peligna. «I dati sul calo demografico dei centri della Valle Peligna sono espressione di una tendenza preoccupante in atto da alcuni anni», dice Di Nino. «C’è una perdita di opportunità che in generale pesa molto nell’analisi delle cause di questo fenomeno. È necessario ragionare sui rimedi a ogni livello istituzionale, perché il fenomeno è strutturale e serve uno sforzo congiunto da realizzare in tempi brevi». Per Sulmona, il maggiore centro peligno, si conta una perdita di 515 persone, con la popolazione che nel 2013 era di 24.969 abitanti e nel 2016 è scesa a 24.454. In percentuale siamo sul 2,06% contro lo 0,32% del valore medio nazionale, che corrisponde a un decremento pari a 6 volte quello italiano. Se il calo fosse stato lo stesso di quello italiano, Sulmona anziché perdere 515 abitanti ne avrebbe persi solo 80.
«È questo un trend su cui ci dobbiamo impegnare in maniera corale», fa notare il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. «Sono anni che le aree interne si spopolano e occorre che si lavori assieme come area per riacquistare un ruolo baricentrico rispetto al territorio, fungendo anche da attrattore. I giovani vanno via perché non trovano sbocchi per il loro futuro».
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