Crisi in Comune: i socialisti si defilano

6 Febbraio 2019

Pingue ritira il sostegno al sindaco Casini. Angelone esce dalla giunta: ora si attendono le Regionali per un nuovo assetto

SULMONA. Si riapre la crisi a Palazzo San Francesco. Dopo aver minacciato per un anno intero di voler uscire dalla maggioranza, il consigliere comunale Fabio Pingue (Avanti Sulmona), candidato al consiglio regionale nella coalizione che appoggia Giovanni Legnini, a pochi giorni dalle consultazioni elettorali decide di passare all’opposizione aprendo di fatto la crisi nell’amministrazione guidata dal sindaco Annamaria Casini. Lo ha fatto nel giorno del suo 29° compleanno e a sole 24 ore dall’invito dell’ex segretario del circolo cittadino del Partito democratico, Mimmo Di Benedetto, anche lui candidato al consiglio regionale a sostegno di Legnini, di assumersi le proprie responsabilità prendendo le distanze dal sindaco. «È venuto meno il rapporto di fiducia nei confronti del sindaco, dopo che domenica si è schierato a favore della moglie dell’ex assessore Andrea Gerosolimo, che è candidata sotto il simbolo dell’Udc e queste cose in politica hanno un peso. In un consiglio comunale il sindaco aveva detto di voler superare in maniera neutra queste Regionali e noi avevamo sposato il suo invito. Per me le parole hanno un peso e per questo da oggi esco dalla coalizione civica che sostiene il sindaco Casini». Pingue, però, non si è detto pronto a firmare le dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali che manderebbero subito a casa il sindaco. «Le elezioni del 10 febbraio segnano uno spartiacque e, da domenica in poi, bisognerà vedere come, in base all’esito delle elezioni, quali saranno i futuri scenari. È chiaro che io ho fatto una scelta di campo che è quella moderata di centrosinistra. Con le persone che hanno una sintesi valoriale simile alla nostra, siamo disposti a costruire anche a Sulmona un nuovo percorso». Al fianco di Pingue il presidente del consiglio Katia Di Marzio che ha deciso di restare al suo posto in quanto espressione dell’intera assemblea civica e l’assessore Antonio Angelone, apparso il più amareggiato per l’apertura della crisi. A malincuore, e come Garibaldi, ha detto “Obbedisco” accettando il sacrificio nonostante il buon lavoro fatto finora. Lavoro che è stato riconosciuto dal sindaco che subito dopo l’annuncio delle dimissioni ha invitato Angelone a un pronto ripensamento. «Voglio rivolgere un sincero e accorato appello all’amico Angelone, perché dimostri indipendenza e amore per la città rinunciando alle dimissioni per proseguire nell’eccellente lavoro che sta svolgendo nell’interesse della cittadinanza». Appello destinato a cadere nel vuoto fino a quando si conosceranno i risultati elettorali. E a quel punto Pingue, e lo stesso Angelone, potrebbero tornare sui loro passi.
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