Crolla il magazzino andato in fiamme

2 Giugno 2014

La Procura apre l’inchiesta e sequestra le macerie. Bruciate anche vernici: si teme l’inquinamento ambientale

CELANO. Ci sono volute 11 ore di lavoro e sei mezzi dei vigili del fuoco, con nove uomini in servizio, per spegnere l’incendio che ha distrutto il deposito di Eurobrico, andato in fiamme sabato sera a Celano. La Procura ha aperto un fascicolo e ha disposto il sequestro delle macerie. Sarà nominato un perito. Si stimano danni per diversi milioni di euro e per ora nessuna pista è esclusa, nemmeno quella del dolo. Anche se l’ipotesi più probabile rimane il corto circuito.

LA RICOSTRUZIONE. Mancavano pochi minuti alle 21, quando a Celano si è sentito un gran boato, che proveniva dalla zona industriale della Tiburtina. Si è sollevata in cielo un’enorme nuvola di fumo nero e le fiamme sono arrivate a decine di metri d’altezza. Tante le chiamate arrivate al centralino dei vigili del fuoco di Avezzano. La prima squadra ad arrivare con due mezzi è stata quella coordinata da Carlo Ferrari, sul posto con cinque uomini. All’arrivo i vigili hanno trovato il tetto dello stabile completamente crollato con lo scoppio. I vetri esplosi hanno raggiunto anche i vicini stabilimenti. I pompieri hanno lavorato fino a ieri mattina alle 8. Sul posto anche una squadra dall’Aquila, con altri mezzi, e il dirigente del distaccamento di Avezzano, l’ingegnere Carmine Iampieri. Le fiamme hanno bruciato tutto il deposito di Eurobrico, catena di negozi che vende materiali per il bricolage, il giardinaggio ma anche casalinghi, attrezzi e vernici. Solo con l’inventario del proprietario del materiale, Italo Gentile di Avezzano, si può stimare quanto andato perso. Ci sono poi i danni alla struttura, di proprietà dell’imprenditore celanese Jhonny La Stella.

LE INDAGINI. Sul posto i carabinieri di Collarmele, di Ortona dei Marsi, di Celano e quelli del nucleo operativo e radiomobile di Avezzano. I militari hanno presidiato l’area tutta la notte e hanno poi posto l’area sotto sequestro. La zona è stata messa in sicurezza per evitare danneggiamenti agli stabili vicini ed è stata interdetta a chiunque. La Stella ha dichiarato al maresciallo dei carabinieri Pietro Finanza, comandante della caserma di Celano, che la mattina un vigilantes lo aveva avvisato che era scattato l’allarme. E che probabilmente si trattava di un problema all’impianto elettrico. I carabinieri sono ora in contatto con l’agenzia di vigilanza per ricostruire quanto accaduto. Le indagini sono coordinate dal capitano della compagnia di Avezzano, Enrico Valeri. Sono stati chiamati in caserma e ascoltati, il proprietario del magazzino, La Stella, e l’affittuario che usa lo stabile come deposito. Non appena la struttura si raffredderà si procederà con un sopralluogo di vigili del fuoco e dei carabinieri. Si attende anche la nomina di un perito.

INQUINAMENTO? Le fiamme hanno bruciato materiali di diverso tipo che sono stati nascosti dalle macerie del tetto crollato. La nube che si è alzata in cielo ha portato con sé fumi e sostanze tossiche che ormai si sono irrimediabilmente perse nell’aria. Solo con una perizia tecnica si potrà stabilire in che misura l’incendio possa aver provocato danni all’ambiente nel vicino Fucino.

Magda Tirabassi

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