Crollano le nascite, Sulmona scende sotto 25mila abitanti

29 Ottobre 2019

Dati forniti da Ronci: dal 2014 al 2018 persi 1.108 residenti Ancora più preoccupanti i numeri dei primi mesi del 2019

SULMONA. Meno 1.108 abitanti in quattro anni. Per la prima volta Sulmona scende sotto la soglia dei 25mila abitanti, decrescendo più delle altre realtà nel periodo di riferimento (2014-2018). A rivelarlo è lo studio condotto dal professore sulmonese Aldo Ronci, che apre un’ulteriore riflessione sulla crisi che vive il capoluogo peligno.
Il calo demografico è dato soprattutto dalla forte flessione delle nascite. Tra le altre motivazioni c’è anche il crollo delle nascite non compensato dall’immigrazione.
«Il fenomeno», spiega Ronci, «può comunque essere combattuto da un lato favorendo la ripresa delle nascite e dall’altro, a livello regionale, destinando risorse a misure che stimolino e incentivino la competitività del sistema produttivo locale con conseguente riverbero sui livelli occupazionali». Per capire meglio lo studio è necessario precisare come il “saldo naturale” è costituito dalla differenza che insiste tra i nati da genitori residenti in Italia e i morti sempre residenti; sono esclusi, dunque, i non residenti. In più, se si prendono in considerazione i primi mesi del 2019, da gennaio a maggio, il dato è ancora più preoccupante con «una flessione di ben 3.511 abitanti che fa prevedere per l’anno 2019 una flessione di ben 8.000 abitanti».
Secondo Ronci l’inversione di tendenza sulle nascite e risorse che possano stimolare la ripresa produttiva sono i fattori sui quali puntare per superare la crisi. “In compagnia” di Sulmona ci sono Ortona, che perde 889 abitanti, Lanciano (-778), Giulianova (-221). L’analisi sullo stato demografico della regione rivela però un altro dato, altrettanto preoccupante, quello della perdita di popolazione (-22.359) dell’Abruzzo, con una flessione doppia rispetto alla media nazionale della decrescita demografica. Il solo dato di segno positivo è invece quello riguardante l’area metropolitana Pescara-Chieti, con nove comuni che crescono complessivamente di 3.610 abitanti: Montesilvano, Silvi, Città S.Angelo. Spoltore, Cappelle sul Tavo, Collecorvino, Moscufo, Pianella, Cepagatti, San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina, Francavilla al mare.
L’area metropolitana Pescara-Chieti raccoglie il 27% della popolazione totale d’Abruzzo. Le flessioni più consistenti di popolazione riguardano poi le province dell’Aquila (-2,50) e Chieti (-2,07). Più lievi le flessioni per Pescara (-1,08) e Teramo (-0,98). Le ragioni di questi dati, secondo Ronci, vanno individuate «in un problema di squilibri tra generazioni con conseguenze sociali e in un problema di sistema produttivo inadeguato».
Negli stessi quattro anni, infatti, l’Abruzzo ha accusato un calo nelle attività produttive pari all’1,83%, anche questo dato doppio rispetto alla media nazionale, che è di 0,68%. Un quadro che fa emergere, ancora una volta, un gap troppo ampio tra le aree interne e la costa.
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