Crollo balcone, primo sopralluogo dei periti

Gli esperti hanno 90 giorni di tempo per riferire al pm sulla staticità degli edifici sequestrati
L’AQUILA. Prima svolta nell’indagine avviata dopo il crollo di un balcone nel Progetto Case di Cese di Preturo.
Ieri, infatti, i periti torinesi designati dal pm Roberta D’Avolio, Carlo Maria Perotti, e Umberto Scalzotto, (i quali si avvarranno della consulenza del collega Bernardino Chiaia), hanno fatto un primo blitz nel deposito comunale dove si trova il pezzo di balcone caduto e poi sono andati nel Progetto Case di Cese di Preturo, piastra 19. Dovranno fornire una consulenza entro 90 giorni ma prima della metà del tempo previsto potrebbero dare una prima risposta al pm su alcuni temi a cominciare dalla condizione statica. Importante la figura di Chiaia, soprattutto per la conoscenza della normativa specifica. Chiaia, inoltre, è stato anche il perito del pm nell’inchiesta sugli isolatori sismici del Progetto Case.
L'obiettivo è verificare se ci possano essere eventuali pericoli negli altri 493 alloggi abitati, disseminati in cinque insediamenti, realizzati dalleditte napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa (fallite), con le stesse modalità e con lo stesso materiale, e dove sono stati sequestrati, per prevenire rischi, altri 800 balconi.
La fornitura di legno per balconi e alloggi era stata fatta a suo tempo dalla Safwood, finita sotto inchiesta a Piacenza, per il crac finanziario. Proprio durante questa inchiesta, la Finanza aveva stabilito che il materiale fornito dalla Safwood (fallita) al raggruppamento temporaneo di aziende che aveva costruito all'Aquila era da considerarsi scadente.
La necessità di una relazione in un tempo intermedio ha una sua ragione ben precisa. Infatti qualora emergessero delle criticità maggiori di quelle ipotizzate, la Procura ne comunicherà gli esiti al Comune in modo da avviare attività di un ulteriore sgombero. Ma, al momento, non esistono i presupposti per un’ipotesi così allarmante.
Per quanto riguarda specificatamente i balconi sembra ormai appurato che le tecniche costruttive corrette siano state messe da parte.
Sono sempre 39 le persone iscritte nel registro degli indagati. Al vaglio in questo momento, molti atti sequestrati nelle settimane scorse nella sede della Protezione civile a Roma.
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