Cura delle aree verdi, richieste bloccate

Le pratiche di “adozione” presentate dai cittadini sono ancora ferme a palazzo San Francesco
SULMONA. In 20 hanno risposto positivamente all’appello del Comune che non avendo mezzi e uomini, ha chiesto aiuto ai cittadini per la cura delle aree verdi pubbliche. Ma nonostante la giunta abbia deliberato da tempo e i cittadini abbiano dato la propria disponibilità ad occuparsene, le aree verdi restano nel più completo abbandono. Il tutto perché le pratiche, cosa che ormai avviene da troppo tempo, sono rimaste bloccate negli uffici che non riescono a completare l’iter procedurale. Eppure al via libera mancherebbe solo la firma del dirigente del settore interessato.
L’idea di risolvere il problema dell’incuria delle aree verdi pubbliche affidandole ai cittadini era venuta all’assessore ai Lavori pubblici, Nicola Angelucci, apparso ieri particolarmente deluso dall’ennesimo ritardo creato dagli uffici comunali. In cassa c’erano solo 20mila euro, una somma troppo esigua per tenere in ordine l’intero patrimonio verde della città. Così ad Angelucci è venuto in mente di rispolverare il vecchio progetto della giunta Federico, di cui faceva parte, per sensibilizzare i sulmonesi al rispetto e alla manutenzione dei loro spazi verdi.
«Ritengo che occuparsi della cura di spazi pubblici per i cittadini sia un’iniziativa positiva capace di consentire non solo un maggiore rispetto per il verde, ma anche di preservarlo dal degrado», aveva evidenziato al momento della presentazione dell’iniziativa Angelucci. «È con piacere che abbiamo accolto le istanze di tanti cittadini pronti ad essere coinvolti attivamente e in maniera volontaria nella gestione di aree verdi, perché convinti che la città sia la casa di tutti. Ci piacerebbe iniziare presto i lavori, con il completo restyling di piazza Capograssi al fine restituire un corretto stile a un’area in linea con il valore e l’importanza del palazzo del Tribunale e del monumento dedicato al giurista sulmonese». I cittadini hanno risposto subito mettendosi a disposizione per curare le aree verdi per una periodo, per il momento, di i tre anni. Ma a tirare il freno a un progetto che per la prima volta vede il coinvolgimento diretto dei cittadini sono, come ormai avviene sempre più spesso, gli uffici del Comune in continuo affanno. (c.l)
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