Cure mediche e start up: i prestiti del microcredito

27 Marzo 2015

Ecco i 45 (su un totale di 96) progetti finanziati dalla commissione comunale L’assessore De Angelis: «È un’opportunità per aiutare le famiglie in difficoltà»

AVEZZANO. C’è l’appassionato di apicoltura che vuole trasformare il suo hobby in un mestiere. Chi, dopo una ricerca di mercato, vuole aprire un’impresa di facchinaggio e pulizie. In tanti chiedono “un sostegno” per delle cure mediche specialistiche, per di più per potersi curare i denti. Così si riconferma un successo il progetto del Microcredito, elaborato dal Comune di Avezzano, di cui si è appena concluso l’iter del secondo bando. L’iniziativa è rivolta a quelle categorie sociali escluse dai circuiti finanziari classici e consente a famiglie, giovani e piccole imprese, di far fronte a temporanee difficoltà o realizzare progetti professionali. Novantasei le domande presentate dai cittadini, che hanno passato il vaglio della commissione scelta dall’amministrazione di Gianni Di Pangrazio, composta dall’assessore Gabriele De Angelis, promotore dell’iniziativa, dalla dirigente del settore sociale Maria Laura Ottavi, dal docente Piero Carducci, responsabile dell'attuazione del programma di mandato, dal cardiologo Stefano Guarracini, dal giornalista Filippo Fabrizi e dal professore e diacono Antonio Masci (in rappresentanza della diocesi dei Marsi). Le domande sono state poi trasmesse alla Bper (Banca popolare dell’Emilia Romagna) che ne ha verificato la corrispondenza dei requisiti. Quasi il 50 per cento ha passato il vaglio dell’istituto di credito. Quarantacinque quelle accolte. In totale sono stati erogati circa 99mila euro. «Ringrazio la Bper», commenta l’assessore De Angelis, «che per il secondo anno ha stipulato una convenzione conveniente che permette di sfruttare un fondo a rotazione che con una garanzia offerta dal Comune di 125mila euro riesce a sviluppare crediti fino a mezzo milione di euro». Tra le richieste di credito presentate c’è un po’ di tutto. Trentuno domande sono quelle elaborate da famiglie e giovani che chiedono soldi soprattutto per coprire cure mediche. C’è anche chi chiede soldi per l’acquisto di libri o per frequentare corsi di formazione, anche universitari. Dieci sono, invece, le imprese già avviate che chiedono credito per pagare piccoli debiti insoluti o per acquistare nuovi macchinari, mentre quattro sono quelle che coprirebbero con il microcredito lo start up iniziale. «A conclusione del secondo bando», conclude l’assessore De Angelis, «è stato accertato che quello del microcredito è un progetto che funziona. Un buon canale per aiutare famiglie, giovani e imprese che si trovano in un momento di difficoltà. La conferma è arrivata anche con l’invito a presentare l’iniziativa a Castiglione del Lago (Perugia)».

Magda Tirabassi

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