Cure negate: un invalido si rivolge ai privati

10 Marzo 2015

AVEZZANO. Chiede la riabilitazione a domicilio, ma non riceve nessuna risposta dalla Asl ed è costretto a rivolgersi ai privati. Questa la storia di un anziano invalido al 100 per 100 che si è...

AVEZZANO. Chiede la riabilitazione a domicilio, ma non riceve nessuna risposta dalla Asl ed è costretto a rivolgersi ai privati. Questa la storia di un anziano invalido al 100 per 100 che si è rivolto al Tribunale per la difesa del malato dopo il silenzio delle autorità competenti. Il medico ha prescritto all’uomo delle fisioterapie a casa per problemi di deambulazione. Subito la famiglia si è attivata per richiedere l’assistenza domiciliare, seguendo l’iter burocratico. Tutto sembrava essere andato per il meglio, ma dopo aver presentato le domande non hanno ricevuto alcuna risposta, nonostante le continue sollecitazioni per non far scadere il termine dei 15 giorni. «La prima domanda per le cure domiciliari è stata presentata nella struttura di Capistrello», ha riferito Stefano Di Giuseppe, responsabile del Tribunale, «ed è stato fatto scadere il termine dei 15 giorni per l’attivazione del servizio. Così i familiari dell’anziano, poiché nel primo tentativo non hanno ricevuto risposta, con tanta pazienza hanno di nuovo riattivato l’iter burocratico per le cure domiciliari e hanno fatto domanda questa volta nella struttura di Avezzano. Anche qui però il silenzio e di nuovo i 15 giorni per l’attivazione del servizio sono scaduti senza dar nessuna risposta al malato». La storia di questo disabile è comune a quella di tanti pazienti marsicani che hanno bisogno di cure particolari che la Asl dovrebbe fornire. Per questo Di Giuseppe si è rivolto ai vertici aziendali chiedendo «di verificare il disservizio che le strutture accreditate creano al malato e di sollecitare le strutture convenzionate a un lavoro che vada incontro alle esigenze degli utenti». Mentre la burocrazia è ferma l’anziano è stato costretto a sottoporsi comunque alla terapia come consigliato dal medico rivolgendosi però a una struttura privata.

Eleonora Berardinetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA