D’Alfonso chiama il ministero dal tribunale

20 Settembre 2022

Incontro con gli avvocati, il senatore telefona a Roma: manca personale anche per l’ufficio elettorale

AVEZZANO. Un incontro al ministero il primo ottobre per affrontare la questione della carenza del personale amministrativo al tribunale di Avezzano. Problemi anche per allestire l’ufficio elettorale del tribunale in vista delle elezioni politiche di domenica. Sono i temi emersi nell’incontro che si è tenuto ieri mattina al tribunale di Avezzano, a cui ha preso parte il senatore Luciano D’Alfonso, capolista per il Pd alla Camera e presidente della commissione Finanze e tesoro. Alla riunione c’erano il presidente dell’Ordine degli avvocati Franco Colucci, il presidente del Comitato per la difesa dei tribunali abruzzesi Gianni Di Pangrazio, il presidente dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Avezzano Luigi Ranalletta e la rappresentante sindacale dei lavoratori del tribunale Patrizia Orlandi.
Durante l’incontro D’Alfonso ha raggiunto telefonicamente il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Raffaele Piccirillo, per avere delucidazioni sulla paradossale situazione del tribunale marsicano, tra i più attivi ed efficienti d’Italia, salvato con una proroga fino al primo gennaio 2024 ma ora con una carenza del 64% di personale. D’Alfonso ha illustrato la situazione al dirigente ministeriale, che ha preso l’impegno di analizzare la situazione e ricevere una delegazione a Roma subito dopo le elezioni.
«Abbiamo concordato un incontro il primo ottobre», ha spiegato Colucci, «perché la situazione è veramente insostenibile e assurda. È emersa nel corso dell’incontro addirittura la difficoltà di organizzare la sezione elettorale proprio a causa della carenza di personale». Una lotta che anche l’Aiga sta combattendo in ogni modo: «Nell’aula Cassinelli del palazzo di giustizia», ha sottolineato Ranalletta, «il senatore D’Alfonso e tutto il Pd hanno espresso l’intenzione di continuare la battaglia intrapresa negli anni precedenti. È necessario dare un’accelerazione, approvando una strutturale riforma che metta fine alle proroghe temporanee e che dia una prospettiva al mantenimento dei presìdi di giustizia. È necessario un cambio di paradigma culturale, oltre che politico, che superi la tendenza al gigantismo amministrativo per tornare alla capillarità dei servizi anche al fine di una giusta e vera razionalizzazione dei costi». (p.g.)
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