D’Alfonso (Dmc): stop al turismo mordi e fuggi

10 Agosto 2017

Il presidente critica le modalità organizzative della rassegna degli ovini «Cosa c’entrano le bancarelle che hanno invaso la strada per Fonte Vetica?»

L'AQUILA. «Sul Gran Sasso vanno operate delle scelte di fondo, che guardino ad un turismo sostenibile e di qualità. È assurdo che 30mila persone, non governate, invadano Campo Imperatore, come accaduto il 5 agosto, in occasione della Rassegna degli ovini: il turismo di massa, mordi e fuggi, non lascia nulla. Bisogna offrire servizi, attrezzare aree di sosta, controllare e monitorare il territorio». A intervenire, dopo l'incendio divampato a Fonte Vetica, è Alfonso D'Alfonso, presidente Dmc Gran Sasso, L'Aquila e Terre Vestine. «Il gravissimo episodio accaduto», afferma D'Alfonso, «ci pone nelle condizioni di non rinviare decisioni ormai inderogabili. L'Abruzzo esce da una stagione tremenda di “mala comunicazione”, che ci ha danneggiati riflettendosi negativamente sul turismo. Non possiamo più pemetterci un uso irresponsabile del Gran Sasso».
Quanto alla 58esima Rassegna ovini, D'Alfonso chiarisce che «la manifestazione appartiene ormai alla cultura locale, ma va ripensata nell'organizzazione. Può essere svolta in quel territorio? E cosa c'entrano con la rassegna le bancarelle che hanno invaso la strada per Fonte Vetica, fiera organizzata dal Comune di Castel del Monte? Siamo disponibili a dare una mano, pensare ad un restyling della Rassegna ovini e creare davvero un'occasione di sviluppo turistico, ascoltando le esigenze del territorio».
D'Alfonso descrive Campo Imperatore come «una sorta di Far west, con la presenza di attività che non sono controllate e che richiamano tantissima gente irrispettosa del luogo, che deturpa inesorabilmente. Ognuno deve fare il proprio dovere: i divieti non possono valere solo per coloro che svolgono la loro attività nella correttezza degli iter autorizzativi, mentre a chi ha fatto e fa dell'abusivismo la propria ragione imprenditoriale, tutto è consentito. Stiamo assistendo al depauperamento del Gran Sasso», prosegue il presidente della Dmc, «mentre il fuoco continua a bruciare, a Campo Imperatore lo spettacolo indegno è sempre lo stesso: camper, abusivi, gente che accende fornacelle ovunque. Sono state abolite le Comunità montane e nessuno fa più manutenzione, i controlli del Parco sono ridotti al minimo, la riforma del Corpo forestale ha portato all'impossibilità di contenere gli incendi. Chi dovrebbe controllare e vigilare non lo fa».
«Come presidente Dmc», prosegue D'Alfonso, «porterò queste considerazioni nel consiglio direttivo del Distretto turistico del Gran Sasso: occorrerà fare sintesi e assumersi le responsabilità delle proprie posizioni per impostare linee programmatiche attuative certe, a cui tutti devono attenersi».
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