D’Alfonso (Dmc): un errore tagliare risorse ai Gal aquilani
L’AQUILA. «Tagliare risorse ai due Gal della provincia aquilana estendendo i benefìci a città costiere, adottando il parametro della densità di popolazione, ha poco a che vedere con il miglioramento...
L’AQUILA. «Tagliare risorse ai due Gal della provincia aquilana estendendo i benefìci a città costiere, adottando il parametro della densità di popolazione, ha poco a che vedere con il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali». Così il presidente Dmc Gran Sasso, L’Aquila e Terre vestine, Alfonso D’Alfonso, sulle linee guida della nuova programmazione delle risorse destinate ai Gal (Gruppo azione locale). D’Alfonso, ex manager pubblico essendo stato presidente di Arpa e vicedirettore di Sangritana, ora imprenditore nel campo turistico-ricettivo, chiede al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, una inversione di marcia. «Chiediamo al governatore, anche in veste di delegato alle politiche turistiche, il ritiro del provvedimento e la sua riscrittura in linea sia con lo spirito leader, che in modo condiviso con i territori e non contro di essi. Dal momento che noi come sistema d’imprese, di concerto con gli enti locali, stiamo facendo la nostra parte, facciamo appello alla politica e alle istituzioni regionali, che facciano la loro e non ci sembra di chiedere molto». Nel merito D’Alfonso sottolinea: «la nostra Dmc (Destination management company) ha da tempo avviato con il Gal Gran Sasso Velino, e non solo, la concertazione necessaria per mettere in rete le risorse disponibili. La crescita della qualità dell’offerta turistica vede oggi impegnati in prima persona tutti gli attori del nostro territorio e pertanto non comprendiamo la scelta del governo regionale che mortifica sia la crescita culturale, sia gli investimenti economici che il sistema delle imprese, soprattutto micro e piccole stanno sostenendo». Per il presidente Dmc Gran Sasso, l’Aquila e Terre vestine, «le linee guida per la nuova programmazione leader rappresentano un duro colpo inferto sia ai territori che agli operatori del turismo (rurale in particolare), componente questa molto significativa dell’offerta turistica dell’Abruzzo interno».

