D’Alfonso: salverò il “Maria Caniglia”

L’assessore Gerosolimo ha scritto al governatore: «Concorso da salvaguardare per il livello e il respiro internazionale»
SULMONA. Arrivano il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e l’assessore regionale alle Aree interne, Andrea Gerosolimo, a salvare in extremis il Concorso internazionale di canto lirico Maria Caniglia. La kermesse, arrivata alla 34° edizione, è stata cancellata nel tradizionale appuntamento di settembre per mancanza di fondi. Ora si punta a recuperarla per dicembre o comunque per i prossimi mesi. «Non vogliamo assolutamente interrompere la gloriosa tradizione del Premio Caniglia», conferma D’Alfonso, «e ora, tramite gli uffici, vedremo di sistemare la questione. Quello che chiederò nell’incontro che faremo con l’associazione e col sindaco Annamaria Casini, con cui ho già preso contatti, è di trovare una soluzione. Io chiederò razionalità, razionalizzazione e qualità, come è da sempre nella tradizione del prestigioso concorso per la città e la regione». Il problema della carenza di fondi quest’anno è legato alla richiesta di un primo contributo regionale (pari a 5mila euro), a cui poi l’associazione ha rinunciato credendo di poter partecipare ad un secondo bando che prevedeva risorse più vantaggiose. Pratica non ammessa dal regolamento con gli uffici regionali che hanno dovuto negare il contributo. In cassa ora ci sono appena 6mila euro, erogati a metà dal Comune di Sulmona e dalla Fondazione Carispaq, a cui va aggiunto l’uso gratuito del teatro, pari a 500 euro al giorno per sette giorni. Da qui l’appello dell’assessore Gerosolimo al governatore D’Alfonso.
Nella lettera, l'assessore chiede l'intervento diretto del presidente della giunta regionale in ragione «dell'assoluto rilievo che il Concorso ha acquisito nel contesto di riferimento, per il respiro internazionale della manifestazione e per il prestigio consolidatosi nel corso degli anni». L'assessore Gerosolimo esprime però anche «rammarico e vivo disappunto per la mancata erogazione da parte dell'ente regionale di contributi per la realizzazione del Concorso internazionale, da ascrivere, secondo quanto ricostruito da me, a questioni di carattere burocratico». La circostanza che il mancato finanziamento sia da attribuire ad atti procedurali e non di merito, ha spinto Gerosolimo a chiedere l'intervento diretto del presidente della giunta regionale, «in ossequio ai dettami prescritti dalla normativa e dai regolamenti regionali vigenti». «La mancata organizzazione del Premio», conclude l'assessore, «imponendo una inopinata e dolorosa soluzione di continuità ai commendevoli sforzi profusi dagli organizzatori da oltre trent’anni, penalizzerebbe in modo tangibile il nome e l’immagine della città di Sulmona e dell’intera regione». Con un bilancio quasi a zero, sui 60mila euro necessari, sembrava destinato davvero al Requiem l’evento che ogni anno richiama i migliori cantanti lirici in campo internazionale e i più noti concertisti e direttori di orchestra. La metà delle somme è dedicata ai premi e all'orchestra da 50 elementi dal vivo, grazie ai cache simbolici dati agli artisti e ai rimborsi spese ai componenti della giuria che accettano pur di prendere parte ad una competizione così prestigiosa fra gli addetti ai lavori e grazie al rapporto di stima e amicizia che si è creato con l’associazione. Il resto delle spese copre l’ospitalità della giuria e dei cantanti, che crea anche un indotto turistico per la città.
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