D’Antiochia: ecco cosa ha causato lo spegnimento della LFoundry

L’amministratore delegato della multinazionale invia una lettera ai 1.300 dipendenti dello stabilimento: «Perdita di isolamento di un cavo. I sistemi di sicurezza hanno funzionato. Si lavora alla ripartenza»
AVEZZANO. Si sta tornando pian piano alla normalità in casa LFoundry dopo il blackout di lunedì scorso che ha bloccato tutta l’azienda per un’ora. A causare lo spegnimento dell’intera fabbrica dove si producono memorie volatili è stata la perdita di isolamento di un cavo della Terna che alimenta uno dei trasformatori della cogenerazione. I tecnici e gli amministrativi hanno lavorato senza sosta in modo che le macchine potessero essere riavviate dopo l’interruzione dell’energia elettrica. Al momento dello shutdown (spegnimento), che essendo durato così a lungo ha causato non solo un blocco della produzione ma anche dei problemi alle macchine, di turno c’erano 750 dei 1.300 dipendenti. Per alcuni macchinari, infatti, si sta procedendo con la sostituzione dei pezzi danneggiati dalla brusca interruzione di energia elettrica, per altri invece si sta avviando un processo di riaccensione. Per il ritorno ai ritmi tradizionali di produzione, quindi, bisognerà attendere ancora qualche giorno, ma tutti stanno lavorando per accorciare il più possibile i tempi. Intanto, ieri l’amministratore delegato, Marcello D’Antiochia, ha inviato una mail a tutti i dipendenti del sito industriale per metterli al corrente della situazione. «Alle 9.22 si è verificato un guasto sulla rete di media tensione (20kV) che ha causato l’interruzione di energia elettrica», ha scritto D’Antiochia, «il guasto è stato individuato nella perdita di isolamento di un cavo della Terna che alimenta uno dei trasformatori ausiliari della cogenerazione. I sistemi di emergenza atti a garantire la sicurezza del personale hanno lavorato regolarmente, si segnala che nessun sistema di monitoraggio ambientale ha rilevato anomalie per tutta la durata dell’evento», ha rassicurato D’Antiochia evidenziando che dopo il blackout «il personale preposto ha ripristinato il regolare funzionamento degli impianti con le cautele e la sicurezza richieste dall’eccezionalità dell’evento. Ora tutti i gruppi del Fab (fabbrica), produzione e supporto, stanno lavorando attivamente al piano di ripartenza». Infine l’amministratore delegato ha colto «l’occasione per ringraziare tutti coloro che, pur essendo in ferie, si sono resi subito disponibili a tornare al lavoro, per impegnarsi a fare ripartire il Fab dimostrando un alto senso del dovere e di responsabilità per ridurre al minimo l'impatto sui nostri clienti e sul Fab stesso».
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