D’Antonio: i 5 dissidenti sono irresponsabili

10 Gennaio 2015

Carsoli, dopo le dimissioni e il voto imminente l’ira del sindaco: «Non rispettano gli elettori»

CARSOLI. Il giorno dopo la crisi in consiglio a Carsoli ci sono molti dubbi e tanti interrogativi senza risposta. Il più perplesso è senza dubbio l'ex sindaco Domenico D'Antonio che, alla luce dei fatti, ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Credo che sia stata scritta una pagina vergognosa della storia del nostro Comune», ha commento, «cinque consiglieri irresponsabili e senza coscienza istituzionale hanno decretato lo scioglimento di un consiglio eletto e che stava rispettando il programma presentato. Hanno imparato presto a mistificare la realtà delle cose; tutti sono al corrente che la mia stanza era aperta a tutti, l’ex vicesindaco Federica Arcangeli ci riceveva i cittadini e la mia porta era alla portata di tutti gli amministratori. Quale decisione avrei preso senza condividerla? Come possono parlare di rispetto dei cittadini coloro che non hanno rispettato il mandato ricevuto?». D'Antonio non risparmia nessuno e attacca i cinque dissidenti: «Non si sono forse resi conto che il Comune non è né un cinema, né un teatro, né una vetrina, ma un luogo dove si decidono le vite di tante famiglie. Si preoccupano di non aver avuto autonomia quando per ottenere una semplice relazione sull’attività svolta dai singoli assessori ho dovuto far ricorso a due richieste scritte». Per D'Antonio troppe parole sono state mistificate, come il termine autonomia spesso usato dai 5 di "Trasparenza in Comune". «Cosa significa autonomia? Fare l’assessore venendo in Comune una o due ore di martedì pomeriggio», ha continuato, «o venire in circa 19 mesi in Comune al massimo 10 volte? Come possono permettersi di parlare di rammarico coloro che non si sono presentati in consiglio il 27 dicembre nonostante fosse da approvare il bando che porterà con la raccolta differenziata un risparmio sulla Tares per tutti? Questa amministrazione ha fatto tanto in questi 19 mesi e i cittadini verranno informati di tutto, anche delle molte attività intraprese per riportare la legalità».

Eleonora Berardinetti

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