D’Eramo, attacco a Testa su consulenze e precari

20 Febbraio 2021

Il deputato della Lega apre un nuovo fronte contro il manager sulla gestione Asl: «A un solo avvocato cause per 690mila euro, serve la commissione d’inchiesta» 

L’AQUILA. Il quarto consiglio comunale straordinario sull’emergenza sanitaria convocato da inizio pandemia si è concluso con un nulla di fatto. Nella seduta di ieri, svoltasi in modalità mista (per la parte in presenza, si è usata la sala ipogea del consiglio regionale), non è stato votato nemmeno un ordine del giorno finale, uno di quei documenti che impegnano il sindaco “a fare cose”. Mentre il dottor Domenico Pompei, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl, aveva iniziato a parlare della campagna vaccinale anti-Covid, tra le fila del centrodestra erano rimasti soltanto quattro consiglieri – due in aula e due in collegamento su piattaforma digitale – tanto che il presidente del consiglio Roberto Tinari è stato costretto a chiudere bruscamente la riunione su pressione del consigliere Dem Stefano Albano, che aveva chiesto di verificare il numero legale.
L’ATTACCO DI D’ERAMO. Eppure, un elemento di interesse il consiglio di ieri lo ha riservato ed è stato l’ennesimo attacco a testa bassa sferrato dal deputato e coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo nei confronti del direttore generale dell’Asl Roberto Testa. Quest’ultimo, finito già da giorni sulla graticola per la nomina di Alfonso Mascitelli a direttore sanitario e per i ritardi accumulati nei lavori di adeguamento dell’edilizia ospedaliera, era stato invitato a partecipare al consiglio per rispondere ad alcune domande riguardo la gestione dell’emergenza e la pianificazione della campagna vaccinale. Quello del manager, però, è stato un intervento limitato a elencare, in maniera quasi ragionieristica, le azioni messe in atto, dribblando le questioni più spinose. Tant’è che D’Eramo, prendendo la parola dopo di lui, lo ha sottoposto a un fuoco di fila di accuse pesanti. «Testa», ha affermato il deputato, «ha tenuto una lezioncina su una serie di piccole iniziative portate avanti dall’Asl che sono nulla rispetto al dramma che stiamo vivendo, vantando risultati che sono meno dell’ordinaria amministrazione. Elencarli ed esaltarli come se fossero punti di straordinaria importanza è surreale». D’Eramo ha poi annunciato che la Lega chiederà la formazione di una commissione di inchiesta speciale sull’Asl dell’Aquila in seno al consiglio regionale e che lui presenterà al ministro della Salute Roberto Speranza un’interrogazione parlamentare: «Abbiamo vinto le elezioni dicendo che se fossimo andati al governo della Regione avremmo interrotto il circuito perverso delle assunzioni fatte tramite le agenzie interinali, dove una certa politica cerca di moltiplicare il consenso. Non mi pare che, a un anno e mezzo dall’insediamento del manager, ciò sia stato fatto. Né è stato interrotto il mercato delle consulenze legali. Bisogna spiegare alla città come, in un anno e mezzo, siano state concesse a un solo avvocato cause per 690mila euro. Il direttore generale dovrà rendere conto anche di come abbia fatto ad accumulare un debito di 30 milioni».
IL PASSO POSSIBILE. Dall’opposizione, uno degli interventi più duri è stato quello di Americo Di Benedetto del Passo Possibile, che ha richiamato le responsabilità della giunta: «Sentir dire dal sindaco che in questa pandemia tutto ciò che ha funzionato è merito dell’amministrazione comunale mentre tutto ciò che non ha funzionato è demerito dell’Asl, va ben oltre quel limite della decenza che la politica non dovrebbe mai superare. Se noi ci ritroviamo qui dove siamo, lo dobbiamo anche allo slogan dell’estate dove L’Aquila era Covid free e non l’ha detto certo il manager, motivo per cui un esame di coscienza e una valutazione di corresponsabilità rispetto a quanto accaduto riteniamo vada fatta».
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