D’Eramo: «Difenderò i soldi del sisma»

Diventa uno scontro interno alle forze di governo nazionale il caso dei 65 milioni stornati dallo Stato verso altre realtà
L’AQUILA. «Neanche un euro in meno per la ricostruzione dell'Aquila». Dopo il sindaco, Pierluigi Biondi, che ha fatto la voce grossa «contro il decreto Sblocca cantieri, che distoglie 65 milioni di risorse destinate al cratere sismico del terremoto del 2009, per utilizzarli in altri territori italiani colpiti da calamità naturali», insorge anche il deputato della Lega, Luigi D'Eramo. «Rispetto a quanto previsto per la ricostruzione dell'Aquila e del cratere, non verrà toccato un solo euro. È questo il mio impegno, e della Lega», afferma D'Eramo, «che ha come obiettivo primario la garanzia di una ricostruzione celere delle aree colpite dal terremoto. Indipendentemente dalle alchimie contabili, la Lega si impegnerà a mantenere intatte le somme previste. Non verrà decurtato nulla».
Biondi si è detto preoccupato, per il decreto Sblocca cantieri, che verrà pubblicato a breve in Gazzetta ufficiale «e che contiene alcuni elementi di criticità. Non sfugge che, oltre ai 10milioni necessari per lo strumento di programmazione finanziaria comunale e delle altre esigenze del cratere vengono prelevate ulteriori risorse, da quelle già previste per la rinascita delle zone colpite dal sisma del 2009, pari a 65 milioni di euro». Una decisione del governo che ha fatto saltare dalla sedia il sindaco e lo stesso deputato della Lega D'Eramo, pronto «a dare battaglia per la difesa dei fondi destinati alla ricostruzione post-sisma». Una guerra interna a tutti gli effetti nel governo giallo-verde.
«Il dovere della solidarietà tra territori colpiti da eventi catastrofici», interviene il senatore Gaetano Quagliariello, «in particolare sismici, non è in discussione. Quel che invece è a dir poco discutibile è che lo spostamento dei fondi sia stato stabilito nel decreto Sblocca-cantieri, senza prevedere alcuna misura di alleggerimento burocratico e certezza di orizzonte temporale che, come esigenza giustamente rappresentata dal sindaco dell’Aquila, consenta almeno di impiegare i fondi già stanziati e fin qui non utilizzati. È inoltre stupefacente», aggiunge il senatore Quagliariello, fondatore del movimento politico Idea, «che per fronteggiare finanziariamente altre calamità non si sia saputo fare nulla di meglio che sottrarre fondi all’Aquila. Questo risiko di risorse tra territori colpiti, è una sorta di guerra tra poveri e tutto ciò, nel momento in cui il governo spreca ingenti risorse per misure con ogni evidenza improduttive, risulta francamente inaccettabile».
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