«Da anni chiediamo norme per regolare gli appalti privati»

30 Giugno 2014

Il sindaco e l’assessore Pietro Di Stefano replicano all’avvocato Antonio Valentini, il quale ha criticato gli enti locali per non aver fatto il possibile nei controlli al fine di evitare la presenza...

Il sindaco e l’assessore Pietro Di Stefano replicano all’avvocato Antonio Valentini, il quale ha criticato gli enti locali per non aver fatto il possibile nei controlli al fine di evitare la presenza della criminalità negli appalti. Valentini ha anche detto di avere dato dei suggerimenti ma di non essere stato mai preso in considerazione.

« Per troppo tempo», dicono Cialente e Di Stefano, «abbiamo chiesto ai governi che in questi anni si sono susseguiti, norme e regole certe anche per la ricostruzione privata.

Abbiamo chiesto anche le risorse per riattivare la struttura di controllo di cantieri e maestranze in essi impegnate. Una struttura che già con successo avevamo sperimentato nella fase di messa in sicurezza del centro storico.

Ma le risposte che cercavamo, noi, unici tra tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella ricostruzione, non sono mai arrivate. Solo oggi, grazie all’impegno del sottosegretario Giovanni Legnini e della senatrice Stefania Pezzopane, si fa finalmente strada la possibilità che si possano scrivere alcune regole per i cantieri privati nell’interesse dei cittadini committenti, ma anche di quelli coinvolti nei cantieri, purtroppo a volte alla mercé di imprenditori di cui spesso non si conosce né la solidità né l’affidabilità.

Non vorremmo che questa necessità servisse solo per avanzare ipotesi che attivino l’ennesimo carrozzone a cui, proprio perché di alcuni ancora ne paghiamo le conseguenze, noi non siamo interessati. Non si tratta dell’uso di linguaggi astrusi nelle richieste, come scrive l’avvocato Valentini, ma dell’astrusità, dopo cinque anni!, di pensieri. E se succede questo è perché evidentemente ancora non si capisce quale è il fenomeno in corso e dunque quale il male da estirpare».

«Le White list», si legge ancora nella loro nota, «dovevano garantire le certificazioni di imprese per la loro affidabilità».

«Oggi», concludono i due amministratori comunali, «è inderogabile che le norme sull’antimafia per appaltatori, subappaltatori e fornitori, tipiche delle procedure pubblicistiche, vengano estese anche ai lavori privati accanto a una serie di norme che scrivano la parola fine a regole incerte e ricette improbabili».