Da Celano 35mila bandiere per L’Aquila

23 Novembre 2014

Alpini marsicani in fermento per preparare i tricolori da collocare lungo tutto il percorso della sfilata nel capoluogo

CELANO. Agli alpini di Celano l’onore di imbandierare L’Aquila in occasione del raduno nazionale delle penne nere della prossima primavera.

È il giusto riconoscimento del comitato organizzatore dell’evento a un gruppo che in Abruzzo si è particolarmente distinto per dinamismo e impegno, al punto da contare oggi ben 211 soci, secondo solo ad Atessa. Orgogliosi di questa scelta, che probabilmente non si aspettavano, gli alpini di Celano si sono subito rimboccate le maniche, per contribuire alla buona riuscita della manifestazione, che vedrà affluire in Abruzzo da tutta Italia non meno di 500mila persone. Non c’è tempo da perdere. L’adunata è prevista per il 15, 16 e 17 maggio. Tuttavia, l’imbandieramento del percorso della sfilata – dalla caserma Rossi, dove avverrà l’ammassamento, alla sede del Nono battaglione Alpini, dove è previsto lo scioglimento – scatterà il 17 marzo. Serviranno almeno 35mila bandiere. Che il gruppo dovrà provvedere a procurarsi.

«Già 34 alpini», fanno sapere il capogruppo Simplicio Di Renzo e il vicecapogruppo Francesco Vitagliani, si sono resi disponibili a recarsi tutti i giorni all’Aquila: lavoreranno gratis. Avranno solo il rimborso delle spese per la benzina. Utilizzeremo inoltre quattro cestelli, dopo aver preso il patentino: i lavori vanno eseguiti nel rispetto rigoroso delle norme sulla sicurezza».

Un altro fronte sul quale il gruppo è fortemente impegnato è quello dell’accoglienza degli ospiti. Quasi tutti gli alberghi abruzzesi sono stati prenotati. «Qualche posto libero», dichiara Costanzo Marcanio, consigliere regionale dell’Associazione nazionale alpini (Ana), «si trova ancora nel Pescarese e nel Chietino. Ma tra poco sarà tutto esaurito».

Tantissimi alpini, dunque, verranno dirottati nella Marsica e nella Valle Peligna. Come si fa ad assicurare loro un’adeguata sistemazione? Il gruppo alpini di Celano, avendo ben presente la situazione, si è mosso per tempo. Un imprenditore ha messo a disposizione una palazzina sulla Tiburtina. Disponibili saranno anche la palestra delle Elementari e probabilmente anche il Palazzetto dello sport. Strutture comunque non sufficienti ad accogliere tutti gli ospiti. Non c’è però da preoccuparsi. L’intera città, infatti, si è messa a disposizione.

«Ogni famiglia da noi interpellata», rilevano Di Renzo e Vitagliani, «si è detta pronta a ospitare gli alpini. Una disponibilità», aggiungono, «che ci riempie di gioia. Segno che il tempo impiegato in questi anni per l’affermazione dei valori degli alpini, come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto reciproco, coinvolgendo anche le scuole, è stato speso bene».

Celano, dunque, a questo evento storico – il secondo che si tiene in Abruzzo, il primo, nel 1989, si è svolto a Pescara – non arriva impreparata. Ma si può dire la stessa cosa delle altre città della Marsica?

Il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, a suo tempo, incontrando i sindaci del comprensorio aveva garantito agli organizzatori dell’adunata «un concreto appoggio» e la «massima collaborazione». Nel frattempo che cosa si fatto? Si è collaborato, come promesso, con il comitato promotore per il successo della manifestazione o si è rimasti alla finestra a guardare? E le altre istituzioni cosa stanno facendo? «La Provincia», afferma il consigliere Marcanio, «ci ha creduto da subito e ci sta dando una mano. Il Comune dell’Aquila si è mosso in ritardo, ma meglio tardi che mai. La Regione, invece, continua a essere latitante. Il presidente della giunta Luciano D’Alfonso, forse, non si rende conto della grande opportunità che l’adunata nazionale degli alpini rappresenta per l’Abruzzo. La sfilata si svolge all’Aquila, ma a trarre benefìci dalla manifestazione sarà l’intera regione. La spesa prevista per l’organizzazione dell’evento si aggira intorno agli 1,8 milioni. Mentre la ricaduta economica per l’Abruzzo sarà di 30 milioni».

L’adunata serve a far conoscere il territorio e a promuovere il turismo. Gli ospiti, attraverso visite guidate, potranno ammirare l’immenso patrimonio archeologico, artistico e monumentale e le bellezze naturali di cui l’Abruzzo dispone. Tanti di loro, in futuro, potranno decidere di tornare in villeggiatura con le famiglie. E a trarne vantaggi sarà l’economia della regione. La scelta dell’Aquila è stata fortemente voluta dalla sezione Abruzzi dell’Ana, presieduta da Giovanni Natale, per commemorare il sesto anniversario del terremoto. «L’Aquila 2015», ha detto il coordinatore del comitato promotore Carlo Frutti, «dev’essere l’adunata della rinascita della città e dei paesi del cratere sismico, uno stimolo a guardare al futuro con fiducia, certi di poter contare sulla costante attenzione e solidarietà degli italiani e degli alpini; un’occasione di unità, per un fine comune, superando contrapposizioni, polemiche e lacerazioni che hanno procurato solo danni e ritardi».

Il raduno nazionale degli alpini cade inoltre nel centenario del terremoto del 1915, che sconvolse la Marsica e rase al suolo Avezzano. Pertanto diventa anche un’occasione per ricordare quel tragico evento, che costò la vita a oltre 30mila persone. A tal fine il gruppo alpino di Celano, oltre ad allestire una mostra sul sisma della Marsica, il 23 aprile, organizzerà al Castello Piccolomini un’importante manifestazione sulla Protezione civile in Italia, con la partecipazione di Franco Gabrielli.

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