Da Montereale a Sulmona per lanciare la giornata di protesta
L’anteprima c’è stata sabato scorso a Montereale, dove è stato organizzato un incontro pubblico. E oggi sarà Pizzoli a ospitare la prima tappa aquilana della “Carovana No hub del gas”, organizzata in...
L’anteprima c’è stata sabato scorso a Montereale, dove è stato organizzato un incontro pubblico. E oggi sarà Pizzoli a ospitare la prima tappa aquilana della “Carovana No hub del gas”, organizzata in vista della grande mobilitazione contro la centrale e il gasdotto della Snam in programma il 21 aprile a Sulmona. Le tappe aquilane della carovana sono state presentate in una conferenza stampa da Mattia Fonzi e Stefano Frezza, del coordinamento aquilano No hub, e da Enrico Stagnini della segreteria regionale di Legambiente.
Obiettivo della carovana che sta attraversando quattro regioni e che in Abruzzo si snoda lungo quattro percorsi che convergeranno il 15 aprile a Sulmona, è proprio quello di allargare la partecipazione alla manifestazione in programma nella città peligna, dove la Snam ha già ottenuto il via libera dal governo per la costruzione della centrale di compressione a gas, a supporto del metanodotto Rete Adriatica «che», hanno ripetuto Fonzi, Frezza e Stagnini, «attraversa tutti gli epicentri dei devastanti terremoti degli ultimi anni: dall’Aquila ad Amatrice, passando per Colfiorito e Norcia». Il percorso aquilano toccherà tutti i territori del comprensorio interessati dal tracciato del gasdotto, nei quali da tempo comitati, attivisti, amministrazioni locali e di beni separati, stanno portando avanti una battaglia per contrastare il progetto definito «non strategico ed anzi dannoso».
Per tornare alle tappe della carovana, oggi alle 17.30 a Pizzoli al centro “Leone e Natalia Ginzuburg” si terrà un incontro informativo. Si proseguirà domani alle 17 all’Aquila con un’assemblea a Palazzo Fibbioni, preceduta da una passeggiata (a piedi e in bicicletta) che coinvolgerà 12 studenti della rete Uds-Udu. La carovana quindi raggiungerà giovedì alle 18 San Demetrio, il 13 aprile sarà a Navelli per poi concludere il percorso a Sulmona.
«Lo scopo», hanno aggiunto Frezza, Fonzi e Stagnini «è contrastare il tentativo di fare dell’Abruzzo un distretto minerario nell’ambito dell’assurdo progetto di trasformare l’Italia nell’ “hub del gas” europeo. Siamo di fronte alla volontà di assoggettare gran parte del territorio regionale a delle servitù di passaggio, con rischi per l’ambiente e la sicurezza dei cittadini e con gravi ripercussioni economiche per le aree interne che puntano soprattutto su turismo e sviluppo sostenibile».
Obiettivo della carovana che sta attraversando quattro regioni e che in Abruzzo si snoda lungo quattro percorsi che convergeranno il 15 aprile a Sulmona, è proprio quello di allargare la partecipazione alla manifestazione in programma nella città peligna, dove la Snam ha già ottenuto il via libera dal governo per la costruzione della centrale di compressione a gas, a supporto del metanodotto Rete Adriatica «che», hanno ripetuto Fonzi, Frezza e Stagnini, «attraversa tutti gli epicentri dei devastanti terremoti degli ultimi anni: dall’Aquila ad Amatrice, passando per Colfiorito e Norcia». Il percorso aquilano toccherà tutti i territori del comprensorio interessati dal tracciato del gasdotto, nei quali da tempo comitati, attivisti, amministrazioni locali e di beni separati, stanno portando avanti una battaglia per contrastare il progetto definito «non strategico ed anzi dannoso».
Per tornare alle tappe della carovana, oggi alle 17.30 a Pizzoli al centro “Leone e Natalia Ginzuburg” si terrà un incontro informativo. Si proseguirà domani alle 17 all’Aquila con un’assemblea a Palazzo Fibbioni, preceduta da una passeggiata (a piedi e in bicicletta) che coinvolgerà 12 studenti della rete Uds-Udu. La carovana quindi raggiungerà giovedì alle 18 San Demetrio, il 13 aprile sarà a Navelli per poi concludere il percorso a Sulmona.
«Lo scopo», hanno aggiunto Frezza, Fonzi e Stagnini «è contrastare il tentativo di fare dell’Abruzzo un distretto minerario nell’ambito dell’assurdo progetto di trasformare l’Italia nell’ “hub del gas” europeo. Siamo di fronte alla volontà di assoggettare gran parte del territorio regionale a delle servitù di passaggio, con rischi per l’ambiente e la sicurezza dei cittadini e con gravi ripercussioni economiche per le aree interne che puntano soprattutto su turismo e sviluppo sostenibile».

