«Da parte mia non c’è nessun pressappochismo»

18 Luglio 2014

L’AQUILA. «Nelle ipotesi di lavoro che ho prospettato, dopo le audizioni che la Commissione antimafia ha fatto all’Aquila non c’è nessun pressappochismo. Quello al massimo contraddistingue chi si...

L’AQUILA. «Nelle ipotesi di lavoro che ho prospettato, dopo le audizioni che la Commissione antimafia ha fatto all’Aquila non c’è nessun pressappochismo. Quello al massimo contraddistingue chi si ferma a leggere solo la sintesi delle mie parole nel titolo di un giornale, e non legge l’articolo, così come fa il segretario di Apindustria dell’Aquila, Massimiliano Mari Fiamma».

Ad affermarlo è la presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi, in risposta alle osservazioni del segretario di Apindustria.

«Ieri ho ribadito che il diritto imprescindibile di vedere ricostruite le proprie case non deve far dimenticare che in ballo ci sono comunque soldi pubblici. Per questo riteniamo che sia necessario avere una seria banca dati di tutte le ditte impegnate nei lavori, sia pubblici che privati, norme più stringenti sui subappalti e il divieto di trasferire gli incarichi. Le altre cose paventate da Apindustria non sono mai state neppure ipotizzate. Attuando le nostre proposte si renderebbe tutto più trasparente, si potrebbero controllare i vari cantieri, senza aspettare due anni di indagini per scoprire che alcuni sono controllati dalla camorra. Per finire, a proposito di pressappochismo, io sono stata ai funerali delle vittime del sisma, da allora ho partecipato a incontri all’ Aquila ogni anno e sono stata in città anche recentemente. Chi oggi usa tanta veemenza avrebbe dovuto usare gli stessi toni mentre il centro storico veniva abbandonato a se stesso, per fare operazioni che hanno aperto la strada alla corruzione e alle mafie».

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