Da sinistra a destra coro di reazioni Il Pd: «Cultura dell’epurazione»

L’AQUILA. Un coro di reazioni, a destra e a sinistra, quelle che si sono scatenate sin dalle prime ore di ieri mattina alla notizia delle polemiche per la presunta censura che il sindaco Pierluigi...
L’AQUILA. Un coro di reazioni, a destra e a sinistra, quelle che si sono scatenate sin dalle prime ore di ieri mattina alla notizia delle polemiche per la presunta censura che il sindaco Pierluigi Biondi avrebbe adottato nei confronti degli ospiti del Festival degli Incontri, Roberto Saviano e Zerocalcare. Da Roma scrive la deputata e componente della presidenza del gruppo Pd alla Camera, Stefania Pezzopane: «Anziché assumere la postura del “gerarca minore” del Minculpop mettendo le mani sulla cultura, Biondi si prenda cura di una città con gli studenti ancora a scuola nei Musp». Di «censura al contrario» parla invece il senatore di FI Gaetano Quagliariello, che risponde al ministro della Cultura Dario Franceschini. «Ricordo che non è il Comune a voler censurare una parte, ma è qualcun altro a pensare che un festival pubblico dedicato agli “Incontri” possa prevedere una parte sola che incontra se stessa». A ricordare che lo scrittore Roberto Saviano è cittadino onorario dell’Aquila sin dall’anno in cui ricevette le prime minacce della camorra, nel 2008, è l’ex assessore alla Ricostruzione e presidente provinciale del Pd, Pietro Di Stefano: «Saviano è oggetto di scontro da parte di un sindaco che con la sua ottusa miopia sta isolando la città. È accaduto già col Festival della partecipazione e con quello della montagna». Per il consigliere regionale del Passo possibile Americo Di Benedetto «la questione è di metodo e di stile, tutti contro tutti e i problemi stanno lì, irrisolti». Il segretario del circolo aquilano di Sinistra e libertà, Pierluigi Iannarelli, associa la polemica «all’editto bulgaro di Berlusconi. Allo stesso modo il sindaco Biondi ha bandito dal capoluogo artisti a lui non congeniali, esercitando una censura politica». A difesa del sindaco interviene il presidente della Regione Marco Marsilio: «Il cartellone che è stato sbattuto in faccia al sindaco è a voce unica. Più che una festa della rinascita, è una festa dell’Unità». A Marsilio risponde la capogruppo regionale del M5S, Sara Marcozzi: «Vedo che il presidente si sveglia e fa sentire la sua voce solamente per questioni interne al proprio partito, Fratelli d’Italia. Quando deve intervenire in difesa dei diritti degli abruzzesi, invece, sembra desaparecido». Articolo 1-Mdp richiama il regime fascista e il giuramento di fedeltà dei docenti universitari per regio decreto, nel 1931: «I regimi hanno paura del confronto». Per Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista: «Biondi è un fascista e si vede. Ex-Casapound, ora milita nel partito di Giorgia Meloni».
Il segretario del Pd dell’Aquila Stefano Albano e il capogruppo Stefano Palumbo riconoscono a Biondi la sola «cultura dell’epurazione» e sostengono che avrebbe voluto lasciare il ruolo di sindaco già dopo un anno per candidarsi alla Regione, ed è vissuto con il rancore di chi vorrebbe essere altrove». Il capogruppo di Idv Lelio De Santis dice a Biondi «che la comunità vuole ascoltare anche personaggi lontani dalla sensibilità politico-culturale del sindaco». «Detto fra noi, forse Pierluigi Biondi e Giorgia Meloni hanno ragione», ironizza l’ex sindaco Massimo Cialente. «Chi sono Roberto Saviano e Zerocalcare? Non ho mai sentito una loro canzone».
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