Da spostare 400 bare per poter aprire il cantiere al cimitero

Va demolito e ricostruito l’edificio di fianco al Sacrario dei Nove Martiri Transenne davanti alle tombe, Daniele si scusa: «Facciamo il possibile»
L’AQUILA. Quattrocento è il numero delle salme da spostare prima che possano partire i lavori di demolizione e ricostruzione dell’edificio a fianco al Sacrario dei Nove Martiri aquilani al cimitero dell’Aquila.
Senza la rimozione di quel gran numero di salme ospitate negli edifici, non sarà possibile iniziare i lavori. Lo ha confermato ieri il vice sindaco Raffaele Daniele commentando le proteste degli aquilani che, arrivando al cimitero per le commemorazioni dei defunti, a tanti anni di distanza dal terremoto del 6 aprile 2009, si sono ancora una volta trovati davanti le transenne. Tredici commemorazioni di defunti senza potersi avvicinare alle tombe dei propri cari, costretti a raccogliersi davanti a una rete da cantiere verde o a infilare i mazzi di fiori tra le maglie metalliche delle transenne. «Lo so, ci dispiace», dice il vice sindaco, «ma gli uffici stanno facendo il possibile. Sono terminati i lavori all’ossario, sono state riparate tutte le cappelle che dalla camera mortuaria portano verso san Giuseppe dei Minimi, ed è stato anche rimosso “l’ecomostro” che si vedeva dal lato ovest», ricorda Daniele. Si tratta di una struttura con centinaia e centinaia di loculi inutilizzabili perché troppo piccoli. «A marzo è stato aperto il cantiere della cappella cimiteriale di San Giuseppe dei Minimi», continua l’amministratore, «il problema per gli edifici lesionati dal sisma vicino al Sacrario dei Nove Martiri è il gran numero di salme da spostare e da collocare temporaneamente in una struttura protetta. È problema serio», ammette il vicesindaco, «che gli uffici stanno cercando di risolvere. E non posso prendermela con nessuno perché i nostri 10 dipendenti hanno ognuno 10 progetti da portare avanti». È il problema della ricostruzione pubblica, con leggi che nel corso degli anni sono state modificate. «Nel frattempo», aggiunge Daniele, «abbiamo però approntato i progetti esecutivi dei lavori negli altri cimiteri dell'Aquila». Il capoluogo ha complessivamente 20 cimiteri, tutti colpiti più o meno gravemente dal sisma del 2009. «Stiamo anche valutando la possibilità di riparare gli edifici vicino al Sacrario senza demolirli, ma abbiamo trovato la netta contrarietà dei tecnici», conclude. (r.p.)
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