Da Trombetta a Seritti: 40 anni di Avezzano Rugby

AVEZZANO. Quarant’anni di storia, contraddistinti da vittorie e da sconfitte, ma mai dall'idea di abbandonare la lotta, perché è l'essenza del rugby, sport duro per antonomasia, ma disciplina che...
AVEZZANO. Quarant’anni di storia, contraddistinti da vittorie e da sconfitte, ma mai dall'idea di abbandonare la lotta, perché è l'essenza del rugby, sport duro per antonomasia, ma disciplina che oltre al fisico forma anche lo spirito. Nata nel 1977 come una costola dell'Unione Sportivi Avezzanesi (Usa), l'Avezzano Rugby vive momenti di autentica gloria quando per due volte (2006 e 2011) riesce a salire fino in serie A. Il primo allenatore è Paolo Mariani, marsicano di Paterno ed ex gloria della pallaovale nazionale e aquilana. E con Mariani alla guida tecnica, non si può dimenticare Angelo Trombetta nelle vesti di presidente, arrivato a ricoprire anche la massima carica del Comitato regionale. Le redini di Mariani vengono ereditate dall'aquilano Pasquale Lamanna, che in breve, prima centra la promozione in C1 e poi addirittura la serie B nel 1985. Un traguardo storico per quei tempi, ma pur sempre un punto di partenza. All'inizio degli anni ’90, qualcuno tra i giocatori più esperti, intraprende la carriera da allenatore, ma una traccia importante la lascia il samoano Ivan Kapeli Tasi. A seguire, tre retrocessioni e altrettante risalite in serie B, fino al grande salto nella serie maggiore che arriva nella stagione 2005/2006. Lo spareggio è con il Viterbo e al termine della doppia sfida, la situazione è di perfetta parità. La decisione spetta ai tiri liberi nei quali i marsicani si dimostrano infallibili. Altre stagioni altalenanti e nel 2011 il nuovo approdo nella massima serie dopo lo spareggio contro i sardi del Capoterra, forte di tanti argentini. Stadio stracolmo di pubblico e successo che diventa una festa per tutta la città. Segue un periodo difficile per i gialloneri, che retrocedono in serie C. Ma ancora una volta sono gli ex giocatori a salvare capra e cavoli, facendosi carico dei debiti della precedente gestione e riformando dalla base l'intero organigramma dirigenziale. Presidente diventa Alessandro Seritti, a capo di un Cda che lavora quotidianamente per ricostruire le fondamenta e programmare con serietà un futuro che non sembrava promettere nulla di buono.
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