Dai sindaci del cratere appello al governo

Precari e sottoservizi, il coordinatore Francesco Di Paolo alla De Micheli: c’è bisogno di certezze
L'AQUILA. Un incontro con la sottosegretaria all'Economia con delega alla ricostruzione). Lo chiede il coordinatore dei sindaci del cratere sismico, Francesco Di Paolo.
«A fine anno avevamo avuto la rassicurazione che il Milleproroghe potesse prevedere la norma che risolve il problema dei precari, invece nella versione in Gazzetta ufficiale è stata stralciata» commenta Di Paolo. Con la De Micheli si dovrà capire che cosa è successo e poi agire a livello legislativo. Per questo è già al lavoro la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane che «con gli altri parlamentai abruzzesi riproporrà gli emendamenti in sede di conversione del Milleproroghe in legge, tra 60 giorni».
Pratiche relative ai progetti da istruire, esame dei provvedimenti per ottenere i finanziamenti, sopralluoghi nei cantieri, controllo degli stati di avanzamento dei lavori e contabilità finali: il lavoro che i cosiddetti “precari” del terremoto è “fondamentale” per i 56 Comuni del cratere sismico in cui sono impiegati. È vero che per il 2017 la proroga c'è e la copertura finanziaria pure «ma è sfiancante dover ricominciare la battaglia per il prossimo anno, con il rischio che al primo problema l'iter si fermi». Si tratta di 56 giovani assunti con un'ordinanza post-sisma poco dopo la partenza della prima fase della ricostuzione, assunti a tempo determinato per due anni via via prorogati fino a oggi.
«C'è assolutamente bisogno di questi precari», aggiunge Di Paolo, «anche perché la gran parte dei Comuni non ha gli uffici tecnici stabili e sopperiscono a questa mancanza». Alla base dello stralcio della norma dei precari potrebbe esserci un problema di copertura economica, visto anche l'arrivo di nuove emergenze post-sisma in centro Italia. Di Paolo evidenzia un altro problema: la mancanza di risorse (350 milioni) per la rete dei sottoservizi nei centri storici dei Comuni: «Rischiamo di avere centri bellissimi ma non efficienti e tecnologici» conclude «serve una norma che ci consenta di realizzare nei nostri centri storici, che stanno acquistando un valore architettonico superiore al pre-sisma, una maggiore efficienza sotto il profilo dei sottoservizi».
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