Dal giudice i poliziotti indagati: via agli interrogatori per chiarire

In dieci si devono difendere dalle accuse, per loro la Procura ha chiesto un anno di sospensione Gli accertamenti si basano su numerose intercettazioni telefoniche e su pedinamenti anche col Gps
SULMONA. L’appello sarà fatto in ordine alfabetico e, uno per volta, i dieci poliziotti – per i quali la Procura ha chiesto la misura interdittiva di un anno di sospensione dal Corpo – compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per difendersi dalle pesanti accuse che sono state loro rivolte. Visto il numero insolito e consistente di indagati da ascoltare, il gip Alessandra De Marco, ha deciso di concedere circa mezz’ora per ognuno di loro. Gli interrogatori inizieranno dalle 9 e andranno avanti fino alle 13.30. Un giorno decisivo, quindi, almeno per 10 dei 19 indagati della sottosezione della polizia stradale di Pratola Peligna, finiti al centro di una maxi inchiesta condotta dalla Procura di Sulmona e coordinata da Stefano Iafolla. Si tratta di Pasquale Berarducci, attuale sindaco di Roccapia, Beniamino Del Rosso, Alessio Imperatore, Luca Madonna, Franco Perna, Dino Petrella, Gianni Ranieri, Angelo Tarola e Paolo Di Loreto. Le contestazioni tutte da dimostrare, per la maggior parte degli indagati, riguardano l’abbandono del posto di lavoro per intrattenersi, a soli fini personali, in alcuni esercizi commerciali. Inoltre alcuni agenti, senza giustificazione, si sarebbero appartati in zone interdette al traffico per dormire all’interno dell’autovettura di servizio durante il turno di notte. Ciò con gravi conseguenze, sempre secondo l’imputazione, sulla sicurezza e sul controllo della viabilità. Alcuni degli indagati sarebbero inoltre accusati di peculato per aver utilizzato per fini privati la vettura di servizio. Mentre la contestazione dell’omissione di atti ufficio si sarebbe configurata perché qualche agente non avrebbe prestato soccorso a un veicolo in panne e non avrebbe proceduto alla vigilanza e ai rilievi di un sinistro stradale. Gli indagati, non tutti, si sarebbero resi responsabili perfino di furto ai danni di una stazione di servizio, portando via beni di tenue entità patrimoniale. Alcuni tra i 10 poliziotti sono intenzionati a chiarire davanti al giudice la loro posizione riguardo alle contestazioni che vengono fatte dalla Procura. Altri potrebbero invece avvalersi della facoltà di non rispondere perché non sarebbero riusciti ad analizzare l’intero fascicolo composto da circa 8 mila pagine divise in 10 faldoni. Di sicuro, proprio per la complessità dell’inchiesta e l’alto numero degli indagati, il giudice si riserverà la decisione che arriverà, molto probabilmente, solo all’inizio della prossima settimana. Le attività d’indagine sono consistite in intercettazioni telefoniche, intercettazioni di comunicazione tra presenti compiute attraverso l’utilizzo di apparati installati all’interno delle auto di servizio, supportati da pedinamento elettronico eseguito con la localizzazione satellitare Gps, nonché l’estrapolazione delle immagini del sistema di videosorveglianza installato nella sede della sottosezione della Polstrada di Pratola Peligna.
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