Dalla Cgil appello a Conte: emergenza fuori controllo
Il sindacato denuncia: «Inerzia della politica e nessuna programmazione seria» «Mancano personale e posti letto, compromessi i livelli essenziali di assistenza»
L’AQUILA. Carenza di personale e di posti letto, non garantiti i livelli essenziali di assistenza e criticità nel tracciamento dei contagi. La Cgil indica queste gravi problematiche nella lettera aperta indirizzata al premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza, al capo della Protezione civile Angelo Borrelli e a un lungo elenco di autorità abruzzesi, tra cui il governatore Marco Marsilio e il sindaco Pierluigi Biondi, sulla gestione dell’emergenza Coronavirus nell’Aquilano. «Un quadro drammatico e di estrema difficoltà», lo definiscono i segretari provinciali del sindacato Francesco Marrellie della Fp-Cgil Anthony Pasqualone, che innanzitutto rilevano la mancanza di personale quantificata in 800 operatori tra tutte le professionalità richieste. «Da febbraio a tutt’oggi poco o nulla è stato fatto per reperire nell’immediato nuova forza lavoro», affermano, «al fine di sopperire alle già drammatiche carenze e nella prospettiva di dover affrontare una impennata di ricoveri dovuti alla pandemia». Tanto che nelle ultime settimane l’Asl, «con estrema approssimazione» sottolineano i sindacalisti, «ha trasferito il personale sanitario, per lo più infermieri, da un ospedale all’altro, in particolare da Avezzano verso L’Aquila e da Sulmona verso Avezzano», sguarnendo ancora di più gli organici già risicati e costringendo di fatto gli operatori a saltare i turni di riposo.
La scarsità di medici e infermieri si riflette sia sull’assistenza ospedaliera che su quella domiciliare dei pazienti Covid, ma anche sugli altri servizi. «Riteniamo sia altrettanto grave la mancata esecuzione, costante, periodica e programmata, dei tamponi a tutto il personale Asl», fa sapere la Cgil, secondo cui da segnalazioni dei lavori ha appreso che «nei confronti di molti di loro, ancora non è stato mai eseguito alcun tampone, mentre ad altri il primo dall’inizio della pandemia, è stato eseguito solo alcuni giorni fa». Il problema è stato accentuato negli ultimi giorni dalla mancanza di reagenti. Gravi disagi derivano anche dalla carenza di posti letto.
«I cittadini restano in attesa nelle ambulanze, nei pre-triage che in alcuni casi, possono contare esclusivamente su un solo infermiere per turno senza il supporto di personale medico, e o nei Pronto Soccorso, senza poter ricevere le giuste cure e senza che possano essere ricoverati», spiegano Marrelli e Pasqualone, che ricordano anche il caso del decesso registrato proprio durante l’attesa in ambulanza ad Avezzano. «A ciò si aggiunga che la situazione emergenziale, la carenza di personale, l’accorpamento dei reparti ospedalieri, il diffondersi del contagio tra gli operatori sanitari», osservano i segretari, «stanno compromettendo gravemente il rispetto della garanzia dei Lea e, di conseguenza, il diritto alle cure, con l’impossibilità per cittadine e cittadini di essere sottoposti ad interventi, ad esami diagnostici e riabilitativi, con l’ulteriore prolungamento senza fine delle liste di attesa e il conseguente abbandono di tutti quei malati cronici o soggetti che dovrebbero essere sottoposti ad attività di prevenzione».
La Cgil denuncia «l’inerzia della politica e l’incapacità di una seria programmazione, nonostante gli otto mesi trascorsi dall’inizio della pandemia e un periodo di tregua in estate». Non secondario per il sindacato è anche il problema del tracciamento «ormai totalmente fuori controllo in provincia, con una gravissima conseguenza per la salvaguardia della salute pubblica». A detta della Cgil, infatti, «sono migliaia i cittadini che, in assenza di un pronto intervento da parte della sanità pubblica, sono costretti a rivolgersi ai privati». Il tutto, «nonostante le continue rassicurazioni che giungono dal presidente della regionale e dal direttore generale della Asl, mentre assistiamo inermi a un inesorabile ed esponenziale aumento dei contagi».
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