Dalla città della conoscenza nasce il lavoro

Gli stati generali convocati da Lolli con Legnini e Letta (possibile coordinatore del comitato per il decennale del sisma)
L’AQUILA. Gianni Letta, tirando le somme, lo ha definito il convegno «che segna uno spartiacque nel post-sisma dell’Aquila», una svolta per una città che per 10 anni si è leccata le ferite e ora cerca di guardare al futuro con fiducia e anche con un po’ di ambizione. Forse l’ex sottosegretario del governo Berlusconi (e probabile coordinatore del comitato per il decennale) si è fatto prendere un po’ dall’entusiasmo ma in effetti quello organizzato ieri sera dal presidente vicario della giunta regionale Giovanni Lolli nella sede ex Isef del Gran Sasso Science Institute ha avuto di certo un merito: quello di indicare finalmente la strada che dovrebbe consentire al capoluogo di non rinchiudersi in uno sterile “tirare a campare” ma mettersi al più presto nella condizione di avere un ruolo non secondario all’interno della cosiddetta modernità.
CITTÀ DELLA CONOSCENZA. Questa strada Lolli l’ha definita «la città della conoscenza», che significa, sempre secondo il presidente vicario, andare verso «una rinnovata identità». Detta così può sembrare che quella di ieri sera sia stata la solita montagna di chiacchiere utili alla politica – in piena fase preelettorale – per fingere un impegno che alla fine non porta risultati concreti (leggasi occupazione). Il rischio era grosso, ma Lolli ha saputo evitarlo chiamando a discutere sia amministratori lontani dalla sua area politica (il Pd) e in particolare il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia) che, soprattutto, il mondo dell’impresa, della ricerca e della tecnologia.
IL PARTERRE. Il parterre è stato di tutto rilievo e il presidente vicario, nella presentazione, ha mostrato, in una sorta di vetrina virtuale, quelle che ritiene le colonne, già presenti sul territorio, su cui edificare la città della conoscenza: il Gssi, l’Università, i Laboratori di fisica nucleare, la Thales Alenia space, il polo farmaceutico, Telespazio, Leonardo, il Tecnopolo, il Conservatorio, l’Accademia di belle Arti e via dicendo. Ad ascoltare Lolli rappresentanti delle principali imprese aquilane (grandi e piccole), la rettrice Paola Inverardi, il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) Fernando Ferroni, il rettore del Gssi Eugenio Coccia, il dirigente di Thales Alenia Space Walter Pecorella, il professore universitario Edoardo Alesse presidente di Capitank, polo di innovazione del settore chimico-farmaceutico, il professor Cristian Galbiati che guida il progetto DarkSide condotto dall’Infn e finanziato in parte dalla Regione, progetto che punta ad avere un ruolo fondamentale nella ricerca della materia oscura.
PADRI NOBILI. A fare da padri nobili al convegno (condotto dal consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci) il già citato Gianni Letta e l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il cui nome di recente è stato fatto sia come candidato del centrosinistra a presidente della giunta regionale e sia per la guida dell’Autorità nazionale per la concorrenza e il mercato. Legnini dopo aver sottolineato che «la ricostruzione dell’Aquila non sembra essere in cima ai pensieri dell’attuale governo» ha elogiato il progetto che punta a fare dell’Aquila la città della conoscenza, ma ha anche lanciato un monito: «Non sempre digitalizzazione significa qualità della vita» chiarendo poi che il capoluogo ha risorse ambientali e storico-artistiche che, “sposandosi” con l’alta tecnologia, potrebbero farne un luogo di forte attrattiva.
BIONDI. Il sindaco Pierluigi Biondi ha elencato tutta una serie di iniziative – in parte ereditate, in parte nuove – che puntano sulla tecnologia e ha confermato l’intenzione di mettere a disposizione degli studenti che decideranno di venire a studiare all’Aquila gli immobili che sono diventati proprietà comunale a seguito della norma sulla casa equivalente. Biondi ha parlato del rilancio turistico del Gran Sasso, della necessità di migliorare i servizi sanitari e quelli offerti dalla pubblica amministrazione (con il fascicolo informatico del cittadino) e del progetto che consente l’insegnamento dell’inglese sin dalla scuola elementare.
TESTIMONI. Significativi gli interventi di Alesse (che nel 2019 potrebbe essere in corsa per la successione alla Inverardi), Galbiati e Pecorella, che hanno spiegato e testimoniato concretamente come da ricerca e innovazione si possano creare posti di lavoro ad alta qualificazione che poi hanno una ricaduta importante sull’economia del territorio (anche gli scienziati mangiano, vanno al bar, hanno bisogno di alloggi e scuole per i figli).
UNIVERSITÀ. La rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi ha chiarito perché l’Ateneo, sotto la sua guida, ha puntato molto sulla qualità della didattica e ha rivelato che quest’anno ci sarà un incremento delle immatricolazioni del 5 per cento che per Ingegneria toccherà il 20 per cento. Ha pure annunciato l’intesa con una importante azienda giapponese.
FIDUCIA. Chi ha assistito al convegno ha avuto di certo una iniezione di fiducia sul futuro della città. Ed è stato Coccia (rettore del Gran Sasso Science institute) a chiosare: «Non soltanto ricostruzione, ma anche costruzione». La strada per raggiungere obiettivi ambiziosi è ancora lunga, molto lunga, ma se c’è una indicazione chiara sulle vocazioni da perseguire forse si arriverà prima.
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