Dalla pulizia delle mura riemerge l’antica chiesa di Sant’Apollonia

20 Ottobre 2021

L’AQUILA. I lavori avviati dal Comune per valorizzare un tratto di antiche mura ha fatto “riemergere” dalla fitta vegetazione (cresciuta dal 2009 in poi) anche la chiesetta di Sant’Apollonia che si...

L’AQUILA. I lavori avviati dal Comune per valorizzare un tratto di antiche mura ha fatto “riemergere” dalla fitta vegetazione (cresciuta dal 2009 in poi) anche la chiesetta di Sant’Apollonia che si trova proprio sotto all’omonimo ponte che è inglobato con via XX Settembre. L’edificio sacro con annessa canonica è di proprietà della diocesi ed è in attesa di ristrutturazione e di riutilizzo per cerimonie religiose e anche, nel caso, per ospitare associazioni ed eventi visto il luogo suggestivo). Nella scheda storica presente nel sito della diocesi si legge. “La chiesa in origine detta Santa Maria del Borgo e così chiamata fino ancora al 1622, verosimilmente risalirebbe a epoca antecedente la fondazione della città (1254) ma di essa, come anche per la chiesa di Santa Maria di Acquili, non rimase più nulla; ciò probabilmente fu dovuto ai terremoti del 1315 e 1349, nonché quello del 1461, calamità che colpirono pesantemente quella zona (come anche il sisma del 2009). Si trova nei pressi della Porta Rojana, alla sommità del ripido sentiero che dal Ponte di Roio portava all’interno delle mura cittadine è a una sola navata rettangolare con capriate lignee a vista. Ha due altari settecenteschi in stucco nelle pareti laterali e un più pregevole e antico altare maggiore. La facciata, posta lungo la parete longitudinale, presenta un portale in pietra rettangolare, con architrave che sostiene, su volute angolari, la cornice di base di un timpano triangolare”. La chiesetta finì una ventina di anni fa anche sulla cronaca cittadina perché nel 1993 l’allora arcivescovo Mario Peressin l’aveva data in comodato ventennale all’Armata Bianca con l’impegno, per l’Armata Bianca guidata da padre Andrea D’Ascanio (scomparso qualche mese fa), a restaurarla a sue spese per farne anche la propria sede. Nel 1998 terminarono i lavori, ma nel 2000 la diocesi avviò un’azione legale per avere la restituzione di chiesa e canonica. Nel 2013, finito il comodato, l’edificio sacro è tornato nella piena disponibilità della diocesi.
PORTA ROJANA
Secondo gli storici Porta Rojana è la “porta di riferimento della zona di Sant’Apollonia, è posta all’estremità meridionale di via delle Bone Novelle, parte dell’asse trasversale dell’impianto urbanistico rinascimentale. Esistente forse già dal XIV secolo perse gradualmente d'importanza fino a risultare chiusa nel XVIII secolo e successivamente abbandonata in seguito alla realizzazione del viadotto di via XX Settembre (ponte Sant’Apollonia) che di fatto la tagliò fuori dagli assi viari urbani. (g.p.)