Dalla solitudine nei Map ai centri per la terza età

La nuova vita degli ultrasessantacinquenni: chiediamo vaccinazioni a domicilio I presidenti: organizziamo anche corsi di chitarra, inglese, tombolo e informatica
L’AQUILA. Hanno dovuto abbandonare le loro case, affrontare l’emergenza, adattarsi a uno stile di vita diverso, lontano dalle piccole abitudini quotidiane. Per gli anziani il sisma del 2009 ha rappresentato uno spartiacque. Una frattura insanabile tra il prima e il dopo. 15mila ultrasessantacinquenni che vivono, per lo più, in periferia: nei grandi agglomerati del progetto Case o nei villaggi Map. Spesso soli e indifesi.
I 15 Centri per anziani attivi sul territorio rappresentano un baluardo sociale, oltre che un punto di ritrovo. Luoghi di aggregazione dove trascorrere qualche ora in compagnia, giocare a carte, scambiare un abbraccio e un sorriso per alleviare la solitudine. Il Comune è partito da qui: dalle richieste raccolte per stilare una griglia di priorità, da inserire nel bilancio partecipativo. 70mila euro a disposizione per progetti sanitari, sociali, per organizzare gite e corsi fomativi.
«La nostra struttura, dislocata nei locali gestiti dalla pro-loco è molto attiva», dichiara Ada Pesce, presidente Centro anziani di Coppito, «al disorientamento del post-terremoto della popolazione più in là con l’età, abbiamo risposto con l’aggregazione, organizzando corsi di chitarra, di inglese, di tombolo e informatica». Un centinaio gli iscritti. «Per loro, il centro rappresenta un punto di riferimento assoluto», prosegue Pesce. Alle richieste più gettonate, come l’assistenza a domicilio, il prelievo del sangue mensile, visite specialistiche in loco e organizzazione di soggiorni termali, fan da contraltare l’esigenza di avere un aiuto economico concreto dall’amministrazione comunale per adeguare gli stabili che ospitano gli anziani. È il caso del Centro di Paganica, come spiega il presidente, Ernesto Palmerini: «Abbiamo a disposizione solo due stanze. Al Comune abbiamo chiesto di poter usufruire di due locali all’interno di palazzo Ducale, ma è stata data priorità ad altre iniziative». Le stesse sollecitazioni pervenute da Filetto «dove», sottolinea il presidente Domenico Cupillari, «c’era l’esigenza di coprire il campo da bocce. Ci auguriamo che in futuro si trovino fondi anche per questo». Al Centro anziani di Onna il presidente Paolo Ferroni spiega che «una delle priorità era la vaccinazione a domicilio di tutti gli anziani, come il prelievo del sangue o alcune visite specialistiche, che potrebbero essere effettuate proprio all’interno della nostra struttura». Di supporto sanitario e sociale parla anche Gaetano Falzitti, presidente del Centro anziani di Civita di Bagno. «Operiamo in locali datati», dice, «avremmo bisogno di lavori di sistemazione dell’impianto di riscaldamento e dei bagni. Interventi strutturali che richiedono un certo impegno economico».
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