«Dalle Fondazioni banche aiuti non calati da Roma»

18 Aprile 2019

Il presidente Acri Guzzetti ospite del convegno a Palazzo dei Combattenti Con Fanfani tracciato un bilancio degli interventi economici del dopo terremoto

L’AQUILA . Un contributo che supera i 6 milioni di euro. Le Fondazioni bancarie e le Casse di Risparmio italiane hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostegno alla città, dopo il sisma del 2009. Un impegno concreto che si è tradotto in contributi per il recupero del patrimonio storico-culturale, in favore delle associazioni culturali, musica, teatro e sport, e a sostegno delle piccole e medie imprese, con un Fondo di garanzia che ha consentito di erogare 6 milioni di euro.
«Interventi non calati dall'alto, da Roma, ma guidati dalla Fondazione Carispaq, che ha fornito le direttive per l'azione di sistema», ha dichiarato Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Associazione di Fondazioni bancarie e Casse di Risparmio (Acri). Una visita in centro storico, nella basilica di Collmaggio, a San Bernardino e al cantiere del Parco del Castello. Poi, l'incontro con le istituzioni, nell'Auditorium del Palazzo dei Combattenti, di cui la Fondazione ha ripreso possesso a settembre scorso, dopo i lavori di restauro. In sala la rettrice dell'Università, Paola Inverardi, l'assessore regionale, Guido Liris, l'ex onorevole Romeo Ricciuti, che Guzzetti ha salutato pubblicamente con affetto, il neo presidente dell’Ordine degli avvocati, Maurizio Capri. E ancora, rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo culturale. «Il primo sentimento è di un cambiamento nettissimo rispetto al passato», le parole di Guzzetti, «oggi ho visto che la città è animata: c'è ancora moltissimo da fare, ma c'è vita. Dopo il sisma ci attivammo subito per far sentire la vicinanza del nostro sistema alla popolazione aquilana. Fu raccolta un’importante somma destinata ad una serie di interventi finalizzati a sostenere la cultura, l’economia, il sociale. Fu deciso, però, che le scelte di destinazione di quella donazione dovessero arrivare dalla Fondazione Carispaq, che più di ogni altra conosceva la situazione».
Una modalità, quella utilizzata all’indomani del terremoto dell’Aquila, che ha costituito un modello di intervento del sistema delle Fondazioni bancarie italiane, in caso di calamità naturali. L'intervento di solidarietà fu formalizzato con un protocollo d'intesa sottoscritto il 13 gennaio 2010 «con l'obiettivo di favorire la rinascita socio-economica del territorio».
Dalla prima messa in sicurezza della basilica di Santa Maria di Collemaggio, al sostegno alle Istituzioni culturali più importanti e alle Associazioni sportive dilettantistiche, fino al contributo per il completamento della Casa del Volontariato, al recupero di Porta Napoli, il restauro della chiesa di Madonna Fore e del soffitto ligneo di San Bernardino.
«Non è mancato», ha dichiarato il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, «il sostegno al sistema economico delle piccole e medie imprese dell’Aquila e dei comuni colpiti dal sisma, in tutta la provincia, attraverso un Fondo di garanzia per l'accesso al credito, supportato dai Confidi: azione che ha consentito di erogare più di 6 milioni di euro a commercianti e artigiani», ha concluso. (m.p.)
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